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Aumentano le persone scomparse: 52.990. La maggior parte sono…

report annuale

Aumentano le persone scomparse: 52.990. La maggior parte sono minori migranti

(Marka)
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Aumentano notevolmente le persone scomparse in Italia: sono 52.990 dal 1974 al 31 dicembre 2017 (9.380 italiani e 43.610 stranieri). Rispetto al 31 dicembre 2016 si registra una crescita del 21%. Sono i numeri dell'ultima relazione del commissario straordinario del governo per le persone scomparse, presentata oggi al Viminale dal prefetto Vittorio Piscitelli e dal sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione. «Si tratta - ha spiegato Manzione - di un dato strutturale e in continua crescita, in parte legato ai significativi aumenti dei flussi migratori, con persone per le quali l'Italia non è la destinazione finale e quindi si perdono per strada».

Scomparsi oltre 38mila minori non accompagnati
Fra i 43.610 stranieri scomparsi si sono soprattutto di minori non accompagnati (ben 38.049) che, una volta identificati, fanno perdere le proprie tracce, allontanandosi dalle strutture di accoglienza.

Aumentano le denunce di scomparsa
La relazione fa registrare anche un aumento delle denunce di scomparsa, che sono 211.219 (22.109 rispetto al 31 dicembre 2016) e di persone rintracciate (158.229). Tra gli scomparsi gli uomini sono 40.751 e le donne 12.225.

In Sicilia il fenomeno è più frequente
La Sicilia è la regione dove il fenomeno è più frequente (14.238 casi), seguita da Lazio (7.970), Lombardia (5.890), Campania (4.506) e Puglia (3.932). La relazione riporta anche il censimento di cadaveri non identificati presenti in obitori ed istituti di medicina legale (863 corpi al 31 dicembre 2017) e quello dei cadaveri di migranti recuperati in mare (1.637).


Rivedere l’assetto della struttura di supporto al commissario
«L'ultimo dato relativo al gennaio scorso - spiega il prefetto Piscitelli - indica che ci sono altri 562 scomparsi. Non c'è tregua neanche in inverno; prima i picchi si registravano in estate con gli sbarchi più frequenti». Dietro queste cifre, ha ricordato il commissario, ci sono delle persone», dunque «è ormai improcrastinabile la revisione dell'assetto organizzativo della struttura di supporto al commissario. L’organico, di sole sette unità, non può più essere considerato sufficiente, data l'enorme mole di lavoro che l'ufficio deve gestire (circa 15mila fascicoli)».

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