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Incontro Italia-Vaticano, oggi la celebrazione dell’anniversario…

alla vigilia del voto

Incontro Italia-Vaticano, oggi la celebrazione dell’anniversario dei Patti Lateranensi

Il tavolo è sgombro di dossier caldi, e forse è la prima volta da molto tempo. Tra Italia e Santa Sede (e Cei) i rapporti si sono normalizzati e questo non accadeva da diversi anni, specie alla vigilia di un appuntamento elettorale che si presenta forse tra i più incerti della storia repubblicana. L’incontro annuale tra i vertici della Repubblica e le massime cariche di Vaticano e della Conferenza Episcopale, in occasione dell’anniversario della firma di Patti Lateranensi del 1929, che si svolgerà oggi pomeriggio a Palazzo Borromeo, sigillerà questo corso avviato con l’elezione di Francesco, l’avvento di una nuova leva di governo (Letta, Renzi, Gentiloni) e sancito con l'elezione al vertice della Cei del cardinale Gualtiero Bassetti, in piena sintonia con il Papa. Un percorso lungo, certo, passato attraverso degli scossoni non da poco, come la legge sulle unioni civili avversata (senza clamori ma certamente con decisione) dalla chiesa e da alcune organizzazioni laicali più identitarie. E lo stesso in qualche modo per il fine vita.

Tavolo sgombro dai dossier problematici degli anni scorsi
Sembrano davvero lontani anni luce i tempi degli scontri sui Dico del governo Prodi, oltre, un decennio fa quando ancora alla guida della Cei c’era il battagliero cardinale Ruini – che di recente ha fatto sentire la sua voce ricordando che lui era per il “no” al referendum sulla costituzione – e poi le crisi successive, dal caso Boffo a quello del fine vita in coincidenza della scomparsa di Eluana Englaro. Il ricevimento dei “Patti” era sempre l'occasione di ricordare quali erano le posizioni in campo, e lì l'opera diplomatica dei mediatori e ambasciatori era essenziale. Poi l’aria come si è visto è cambiata, e anche le legislazioni più controverse, che contribuivano a mettere in crisi i governi, sono state approvate, come appunto le unioni civili e poi il biotestamento. Ma non lo ius soli, che come si vede bene (e in questi giorni se ne ha la diretta conferma) presenta ben altre criticità che quelle della sensibilità religiosa.

Per l'Italia Mattarella e Gentiloni, per la Chiesa Parolin e Bassetti
All'incontro di oggi parteciperà come sempre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni – profondo conoscitore delle dinamiche d'Oltretevere - e buona parte dei ministri, a partire dagli Esteri, Angelino Alfano. Da parte delle gerarchie è prevista la presenza del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, - una sorta di “capo delegazione” visto per naturalmente il Papa non partecipa mai a questi eventi - e i suoi vice il Sostituto Angelo Becciu e il “ministro degli esteri”, Paul Gallagher, e una discreta quota di cardinali e monsignori di Curia, di solito in buona parte italiani, a partire dal vertice Cei, Bassetti - che in un'intervista recente ha detto alle forze politiche in campo “basta promettere miracoli” - e il segretario generale Nunzio Galantino. Non si parlerà ufficialmente di cosa accadrà dopo il 4 marzo – anche perché ancora nessuno lo sa – ma certamente il tema sarà presente nelle conversazioni più ristrette e confidenziali tra esponenti politici e prelati di lungo corso, attenti ormai da tempo a non esporsi più in appoggio di qualcuno, come accadeva qualche anno fa. Con Francesco – che tra poco taglierà il traguardo dei cinque anni di pontificato – l'aria è davvero cambiata.

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