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Boccia, tre parole per il voto: «Lavoro, crescita e…

le assise di verona

Boccia, tre parole per il voto: «Lavoro, crescita e debito»

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia

«Le tre parole di domani saranno lavoro, crescita e debito». Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha fissato i temi cardine delle Assise generali di Confindustria che si svolgeranno domani a Verona. Lo ha sottolineato intervenendo al convegno del Centro studi Confindustria “Le sostenibili carte d'Italia”. Domani, ha sottolineato il presidente degli industriali, verrà realizzato il «salto da una politica dei fattori a una politica delle mission», con l’obiettivo di «evitare le Brexit del futuro e contrastare le disuguaglianze».

Ritrovare il gusto della sfida
In questo quadro, ha detto Boccia, come Confindustria «noi dobbiamo contribuire alle spiegazioni economiche, passando a un nuovo paradigma di pensiero: prima si decide quali effetti vogliamo avere sull’economia reale, poi si individuano gli strumenti e poi si pensa ai saldi di bilancio». Sarà un messaggio «a un Paese che vuole passare dal resistere a reagire», che deve «ritrovare il gusto della sfida», ha detto il presidente Vincenzo Boccia. «Non siamo contro qualcuno, ma siamo per un progetto per l'Italia che amiamo, l'Italia in cui abbiamo investito».

Italia non sia periferica, puntare su infrastrutture
«Bisogna rifiutare un concetto di Italia periferia d'Europa», puntando piuttosto su una idea «di Italia centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta a Est e a Ovest», ha detto Boccia. E questa centralità, per Boccia, passa per uno sviluppo infrastrutturale. «La dotazione infrastrutturale è un elemento fondamentale di inclusività e sostenibilità del futuro della società italiana», ha sottolineato, ricordando che «le infrastrutture sono fondamentali, perché collegano periferia al centro, Italia a Europa e resto del mondo».

Non rubare risorse alle generazioni future
«Sostenibilità è cultura e anche stile, un modo di essere e di fare», ha detto Boccia, vuol dire «non rubare risorse alle generazioni future». Per Boccia, «sostenibilità diventa lo specchio del Paese per dare a un messaggio», da parte di «un Paese che vuole passare dal resistere al reagire», nel quale si iniziano a vedere segnali di ripresa, che sono gli effetti «dovuti ad alcuni provvedimenti come Jobs Act e Industria 4.0».

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