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il caso dj fabo

Cappato: Consulta decida incostituzionalità del Codice penale su istigazione al suicidio

«L'auspicio è che la Consulta possa stabilire l'incostituzionalità di una norma del 1930, ovvero l'articolo 580 del Codice penale sull'istigazione al suicidio». A parlare Marco Cappato, all'indomani dell'ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale disposta dalla Corte d'Assise di Milano affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo cche vede sul banco degli accusati l'esponente dei Radicali. Cappato è imputato per la morte di Fabiano Antoniani, 40 anni, noto come dj Fabo, avvenuta in una clinica svizzera col suicidio assistito il 27 febbraio 2017: i pm chiedevano l'assoluzione; in subordine avevano proposto l'eccezione di illegittimità costituzionale.

Politica si impegni su temi libertà di ricerca
Il rinvio degli atti processuali alla Consulta, ha spiegato Cappato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla Camera sulle prossime iniziative sul tema dell'eutanasia legale, «non toglie tuttavia il compito della politica. Per questo - ha detto - ci rivolgiamo ai candidati di tutti i partiti e ai loro leader perché prendano finalmente l'impegno di discutere anche di eutanasia legale. La nostra proposta di legge in merito attende di essere discussa ormai da quattro anni e mezzo». Allo stesso modo, ha aggiunto Cappato, «chiediamo a tutti i candidati di impegnarsi sui temi della libertà di ricerca scientifica e dei diritti individuali, temi da cui dipende il futuro dei cittadini ma di cui in questa campagna elettorale non parla quasi nessuno».

Norme su Dat, applicazione a rischio per colpa dei Comuni
In un passaggio del suo intervento, l’esponente radicale ha parlato anche della recente legge sul biotestamento (legge 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”) la cui applicazione «è a rischio perché i Comuni non hanno o non forniscono informazioni necessarie ai cittadini». Su questo, ha aggiunto, «siamo mobilitati per raccogliere proteste e segnalazioni e per chiedere il rigoroso rispetto e attuazione della legge». Per Matteo Mainardi, dell'Associazione Luca Coscioni, «vari Comuni stanno bloccando la possibilità di autenticare i testamenti biologici da parte dei cittadini. Tuttavia lo scorso 8 febbraio i ministeri dell'Interno e della Salute hanno diramato una circolare in cui si afferma che gli ufficiali di Stato civile sono tenuti ad autenticare i testamenti biologici anche se il Comune non ha attivato un registro».

Il 21 aprile Giornata di mobilitazione sul biotestamento
Per promuovere una corretta applicazione della legge su tutto il territorio nazionale l'Associazione Coscioni ha quindi annunciato per il 21 aprile prossima «una giornata di mobilitazione nazionale per informare i cittadini e permettere a chi lo vorrà di autenticare il proprio testamento biologico». Secondo i dati dell'associazione, al momento i registri sui testamenti biologici attivati nei Comuni italiani sono 253, 66 in più rispetto al periodo precedente il via libera della nuova normativa.

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