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Renzi: chi non è antifascista è indegno della comunità…

a sant'anna di stazzema (lucca)

Renzi: chi non è antifascista è indegno della comunità italiana

A Sant'Anna di Stazzema (Lucca) Renzi ha deposto una corona al cippo che ricorda la strage (Ansa)
A Sant'Anna di Stazzema (Lucca) Renzi ha deposto una corona al cippo che ricorda la strage (Ansa)

«Chi non è antifascista non è degno di fare parte della comunità democratica italiana», ma «non abbiamo paura che domattina venga la dittatura in Italia». Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, al sacrario delle vittime della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema (Lucca) sottoscrivendo l'adesione all'anagrafe antifascista. Con Renzi, nel luogo dell'eccidio che nel 1944 costò la vita a 560 persone, sono saliti i ministri Maurizio Martina, Graziano Del Rio, Andrea Orlando, Valeria Fedeli e il presidente del partito Matteo Orfini. Anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato la sua sottoscrizione all'anagrafe.

«Oggi vorremmo dare un messaggio forte - ha aggiunto il segretario dem - senza polemica, per dire che troviamo necessario aderire a un elenco di quelli che dicono che il nazifascismo è stato il male assoluto e che se c'è un luogo simbolo quello è Sant'Anna di Stazzema, e purtroppo non è il solo». E «Il Pd è qui con i suoi ministri per dire che la loro appartenenza al governo nasce da valori condivisi dell'antifascismo», ha aggiunto.

Renzi: «Italia corresponsabile, ma ora no stagione fascista»
«Vogliamo dire al nostro Paese che è stato corresponsabile della tragica pagina nazifascista e non c'è nessun revisionismo storico che possa cancellarla», ha detto il segretario dem. Ma «chi oggi paragona la stagione che stiamo vivendo alla stagione fascista - ha aggiunto - commette un errore straordinariamente importante perché nega la realtà. Noi non siamo in quella fase che dette il via alla stagione fascista. Ma questo non vuol dire che non dobbiamo avere il dovere della memoria. Un dovere che è un elemento fondativo nel Paese».

«Fascismo è passato ma combatterne idee oggi»
Renzi ha poi sottolineato che «il fascismo appartiene a passato, sì, però attenzione, quelle idee sono da combattere ancora oggi». E «quando qualcuno spara nelle strade del nostro Paese, e spara avendo sul comodino il Mein Kampf - ha detto riferendosi al raid xenofobo di Macerata - non dobbiamo sottovalutare la grave emergenza educativa che sta alla base del disastro che abbiamo visto», e «sui valori educativi ci impegniamo a non mollare di un centimetro». «Essere antifascisti è il valore costitutivo della nostra comunità», ha aggiunto Renzi, «la nostra democrazia è solida e forte» e «questa firma è un simbolo». Riferendosi poi agli scontri di Piacenza di domenica scorsa, il segretario dem ha detto che «chi in nome dell'antifascismo picchia un carabiniere non è antifascista, è un criminale e non merita niente della nostra attenzione».

Prima di salire al sacrario di Sant'Anna di Stazzema Renzi ha parlato con i superstiti (Ansa/Riccardo Dalle Luche)

Renzi: «Qualcuno ha detto che anagrafe la fanno i cani»
Il segretario dem ha poi ricordato la battuta di Salvini sull'anagrafe canina, senza citare il leader leghista. «Quando il sindaco ci ha proposto l'adesione all'anagrafe antifascista qualcuno ha fatto una polemica giuridica, ha detto che l'anagrafe la fanno i cani - ha detto Renzi -. Certo l'anagrafe la fanno per i cani, e anche i cittadini in Comune, la fanno tutti gli uomini che hanno bisogno di registrarsi in un elenco». Prima di salire al sacrario, Renzi ha parlato con i superstiti e deposto una corona al cippo che ricorda la strage.

Martina: «Ci sono sottovalutazioni nel Paese»
«Per noi è cruciale essere qui oggi, ribadire con grande determinazione il nostro impegno antifascista, contro ogni violenza, intolleranza. Abbiamo visto in queste settimane quello che è accaduto in giro per il Paese, le sottovalutazioni che alcuni ancora raccontano di questo fenomeno». Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Martina, aggiungendo che «la memoria è il primo atto di cittadinanza che vogliamo manifestare» e che «se siamo qui anche con tanti ragazzi è perché vogliamo ancora una volta dire che la Costituzione è il nostro faro ed i suoi valori antifascisti sono il nostro riferimento anche per il futuro».

Salvini (Lega): burocrazia tassa occulta, stop alla burocrazia fiscale

«Salvini non vede degenerazione del suo partito»
Parlando poi del leader della Lega Salvini e della sua battuta sull'anagrafe canina, il ministro Martina ha dichiarato di aver «provato sinceramente imbarazzo per lui e purtroppo però non mi stupisce, perché un leader politico che non fa una riflessione rispetto a quello che nel suo movimento si sta generando in questo ultimo periodo, e traduce solo in propaganda violenta la sua campagna elettorale, credo che non sia un leader all'altezza di questo Paese». «Siamo qui anche per testimoniare che c'è un'alternativa a tutta questa deriva», ha aggiunto.

Fedeli: «Invito Salvini a ragionare». Delrio: «No battute, venga qui»
Anche dalla ministra dell'Istruzione Fedeli è arrivato un invito a Salvini «a ragionare, a venire qui, a confrontarsi con i superstiti, conoscere la storia, conoscere anche la nostra costituzione», perchè «l'anagrafe antifascista che qui si firma è esattamente mettere di nuovo una firma sotto la nostra Costituzione». Dello stesso avviso il ministro Delrio: «Credo che chi viene qui capisca che le battute sono fuori luogo. Sono fuori luogo perché qui sono morte centinaia di persone, sono state trucidate donne e bambini inermi, con una violenza diabolica. Quindi chi fa battute su questi argomenti dovrebbe prima venire qui».

(Al. Tr.)

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