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Un poker italiano per avvolgere col tricolore l’Europa League

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Un poker italiano per avvolgere col tricolore l’Europa League

(Afp)
(Afp)

Hai voglia a chiamarla “coppetta”. Perché certo, il suo inno non ti resta nelle orecchie come quello della sorella maggiore, la Champions. Ma è pur vero che, quando brilla in bacheca, pure l’Europa League, la “figlia” della Coppa Uefa, la sua bella figura la fa; senza contare che da due stagioni è diventata anche corsia preferenziale proprio per garantire, alla vincitrice, l’accesso diretto alla Champions, aldi là del piazzamento in campionato. Insomma, la “coppa lunga” (un turno in più, proprio i sedicesimi, a eliminazione diretta rispetto alla Champions) vale tutta la fatica che ci vuole per conquistarla (e per conquistare anche il diritto di affrontare la regina di Champions nella Supercoppa europea) . Appuntamento allora a Lione il 16 maggio, per eleggere l’erede del Manchester United.

Vuoto Italia – Negli Anni Novanta la Coppa Uefa era il giardino di casa delle nostre formazioni. Otto infatti le vittorie tra il 1988-89 e il 1998-99, con 3 successi dell’Inter, 2 per Juventus e Parma, 1 per il Napoli, e le presenze in finale di Torino e la stessa Inter, oltre alla finale tutta italiana vinta dal Parma sulla Juventus nel '94-'95. Gloria lontana, ormai, visto che proprio dal successo gialloblu del 1998-99 siamo scomparsi dall'albo d'oro anche di quella che, dal 2009-10, è diventata appunto l’Europa League, divenuta invece terra di conquista di inglesi e spagnole (si vedano i 5 successi totali del Siviglia, di cui la doppietta 2005-07 e il tris 2013-16) e terreno di scorribande dei team dell'Est d'Europa (dal 2004 i successi di CSKA Mosca, Zenith e Shakthar). A Napoli, Lazio, Milan e Atalanta il compito di risollevare quella coppa al cielo, in rappresentanza di tutto il football nostrano.

I nostri duelli – Da non sottovalutare, seppure per motivi diversi, le rivali delle nostre squadre. Il Napoli se la vedrà col Red Bull Lipsia, seconda forza in Bundesliga dietro l’inarrivabile Bayern, e frutto di una crescita travolgente grazie ai capitali investiti dall' “energetico” sponsor. Retrocessi, come i partenopei, dalla Champions, i tedeschi sono squadra frizzante e talentuosa (si vedano i vari Keita, Poulsen, Forsberg, quest'ultimo nazionale con la Svezia che ha infranto il sogno mondiale degli azzurri). Ma se il Napoli non si farà distrarre dalla corsa a uno scudetto mai tanto vicino come quest'anno, il passaggio del turno non è in discussione. Ostacolo ancor più alto per l'Atalanta, già pur forgiata da un girone eliminatorio tra i più difficili, con Everton e Lione. Ai ragazzi di Gasperini è toccato il Borussia Dortmund, una delle big d'Europa che, risolto il rebus Aubameyang, volato all'Arsenal, lo ha sostituito col belga Batsuhayi, bocciato da Conte al Chelsea ma che nella Ruhr ha già ritrovato familiarità col gol. Senza dimenticare il talento di Goetze (l'uomo mundial per la Germania a Brasile 2014, che sembra essersi ritrovato dopo le stagioni opache e i problemi di salute vissuti al Bayern) e Reus, fenomeno vero ma frenato da tanti, troppi, infortuni. Non dovrebbe avere invece troppi problemi, la pur non brillante Lazio di questi tempi, ad avere la meglio sulla Steaua Bucarest, società erede di quella leggendaria capace di strappare una Coppa Campioni al Barcellona e contenderne un'altra al Milan. Occhio però all'attacco dei romeni, che ha nel 30enne francese Gnoheré il suo gioiello. Stesso discorso per il Milan con i bulgari del Ludogorets (che nel 2013-14 però si qualificarono agli ottavi eliminando la Lazio…), pur infarciti di brasiliani e forti di una solida esperienza europea. Sperando poi che Gaattuso non senta la pressione di dover dimostrare di meritarsi di continuare questo sentiero in Europa, disegnato pur con mille tentennamenti dal suo predecessore Montella.

Le altre sfide – Tante, e tutte intriganti, da cui peschiamo quel che ci sembra il meglio. In Scandinavia andranno le altre grandi favorite, Arsenal (con gli svedesi dell'Ostersunds) e Atletico Madrid (coi danesi del Copenaghen); per il Nizza di Balotelli c'è la Lokomotiv Mosca, mentre Lione-Villareal è il classico confronto da tripla, mentre un'altra grande storica del continente, il Celtic Glasgow, se la vedrà con lo Zenith San Pietroburgo.

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