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Nespoli: «La gravità sulla Terra è come una prigione»

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incontro al quirinale

Nespoli: «La gravità sulla Terra è come una prigione»

(Ansa)
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La gravità sulla Terra? Quando si torna da una lunga missione nello spazio è «come una prigione». È stata questa la sensazione più sgradevole che l'astronauta Paolo Nespoli ha provato rientrando a Terra dopo la missione che lo ha protato per la terza volta nello spazio. L’ astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) questa mattina ha parlato i ragazzi delle scuole durante l’incontro organizzato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), al quale ha partecipato anche la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. «Tornando a Terra sembra di essere legato, come in prigione, mentre nello spazio si ha la sensazione di essere veramente liberi», ha detto ancora Nespoli. È stato annunciato che il film documentario Expedition, dedicato alla preparazione di Nespoli per la missione Vita, della regista Alessandra Bonavina, sarà proiettato nell’Auditorium della Nasa a Houston il 22 febbraio. Evento mai accaduto per un film italiano. nespoli nel pomeriggio ha anche incontrato al Quirinale il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Il corpo deve riadattarsi alla gravità
Ha raccontato tutte le difficoltà che un astronauta deve afrrontare dopo un viaggio nello spazio per far riadattare il corpo alla gravità. «I primi giorni sulla Terra succedono cose strane, per esempio è difficile camminare dritti perché il nostro cervello si è abituato a orientarsi nello spazio», ha raccontato l’astronauta ai ragazzi. Della Terra, ha detto rispondendo ai ragazzi, quando era nello spazio gli sono mancati «sapori, odori, tempo libero. È vero che ti mancano tante cose, ma è anche vero che lì puoi fare cose impossibili sulla Terra, ad esempio galleggiare nell'aria come Superman o guardare il nostro pianeta da un altro
punto di vista». A convincerlo a fare l'astronauta, ha detto rispondendo a un'altra domanda, «è stato vedere lo sbarco sulla Luna: guardando la jeep lunare volevo arrivare lì e fare le derapate sulla Luna. Allora ero un ragazzo in un paesino sperduta dell'Italia e quando dicevo che avrei voluto fare l'astronauta mi prendevano in giro».

L’arrivo dei privati nello spazio porterà grandi novità
È uno spazio completamente nuovo, quello che si sta preparando con l'arrivo delle aziende private e i loro primi voli, come quello del Falcon Heavy della SpaceX: «è tutto così nuovo e non sappiamo esattamente che cosa succederà», ha detto Paolo Nespoli a margine dell'incontro. Difficile dire, per esempio, se e in che modo potranno cambiare le regole per assegnare delle missioni agli astronauti delle agenzie spaziali. «Al momento - ha osservato l'astronauta - l'arrivo dei privati potrebbe portare grandi novità per quanto riguarda i voli
nell'orbita bassa», ossia zona compresa fra 160 e 2.000 chilometri di quota. Qui aziende come la SpaceX o la Loocked Martin, o ancora la Orbital Atk, potrebbero gestire i voli. «Aziende come queste - ha osservato - hanno fatto davvero grandi
progressi, impensabili fino a qualche anno fa». Il primo volo del Falcon Heavy, per esempio, «potrebbe aprire a un futuro interessante nella storia dei voli spaziali: ormai questi sono diventati un'attività alla portata di un'azienda, mentre prima erano appannaggio delle agenzia spaziali nazionali». Queste ultime comincerebbero invece ad avere compiti diversi: «insieme potrebbero affrontare missioni molto più ambiziose e complesse, come quelle che in futuro potranno essere dirette su Luna e Marte».

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Battiston: l’attività spaziale supera le questioni politiche
I risultati scientifici della missione Vita e il ruolo della Stazione Spaziale nella
collaborazione internazionale sono stati i temi dell'incontro al Quirinale, alla presenza anche del presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, con il direttore generale Anna Sirica e con il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Johann Dietrich Woerner. «Il presidente si è dimostrato curiosissimo dei risultati scientifici della missione Vita, in particolare degli effetti sul fisico di Paolo Nespoli, che è stato attore di molti esperimenti sulle caratteristiche dei muscoli prima, durante e dopo la missione», ha osservato Battiston. Nell'incontro, ha aggiunto, «si è anche lungamente parlato di come il cervello si riorganizza nello spazio, di come si abitui rapidamente alla gravità o alla mancanza di gravità, in una riprogrammazione che mostra quanto sia plastico nell'adattarsi a condizioni così diverse». Si è parlato anche molto del ruolo della Stazione Spaziale Internazionale, nella quale lavorano insieme astronauti russi, americani ed europei, e di come «questo - ha rilevato Battiston - sia un messaggio di speranza» perché «l'attività spaziale riesce a superare ogni questione politica
sulla Terra» e dell'auspicio che in un prossimo futuro «questa collaborazione si possa estendere a tutte le potenze spaziali, comprese Cina e India».

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