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il «derby latino»

6 Nazioni: Azzurri contro la Francia, gigante del rugby in crisi d’identità

(Afp)
(Afp)

Arriva Francia-Italia, rugby latino dei poveri: di fronte la penultima e l'ultima del Sei Nazioni, le uniche due squadre che hanno perso sia il primo sia il secondo match del torneo. Il rugby transalpino, pur essendo florido economicamente e leader europeo a livello di club, vive un periodo talmente complicato da lasciare sconcertati: sembra impossibile che tanti fattori negativi possano accumularsi in un periodo di tempo ristretto.

La Nazionale va malissimo, non solo per gli standard cui sono abituati i cugini: non vince un match da quasi un anno e ha perso sette delle ultime otto partite giocate, pareggiandone una. Il decimo posto nel ranking mondiale sarebbe appetibile per l’Italia, attualmente 14esima, ma costituisce il peggior piazzamento di sempre dei Bleus. Che contro gli Azzurri lasciano fuori dal gruppo dei convocati otto elementi (Thomas, Picamoles, Belleau, Danty, Lamerat, Macalou, Lambey e Iturria) coinvolti a vario titolo in una rissa avvenuta la notte dopo il match perso in casa della Scozia. In compenso rientra Bastareaud, che ha appena scontato una squalifica per un insulto omofobico rivolto all'azzurro Sebastian Negri in una partita di Champions Cup tra Tolone e Benetton. Quella stessa competizione, equivalente della Champions League del calcio, in cui peraltro il rugby francese domina piazzando nei quarti di finale quattro formazioni (La Rochelle, Tolone, Clermont Auvergne e Racing 92 di Parigi) a fronte di due irlandesi, una gallese e una sola rappresentante inglese, i Saracens campioni uscenti.

La supremazia delle squadre di club è anche il frutto dei soldi a palate che arrivano innanzitutto dal Top14, il massimo campionato. Un dato su tutti: dalla stagione 2019/2020 per i diritti televisivi Canal+ pagherà la bellezza di 97 milioni di euro all'anno fino al 2023. I bilanci annuali di singoli club - come Tolone e Tolosa - non sono troppo lontani dai 30 milioni di euro, due terzi del budget dell'intera federazione italiana, che arriva a 46 milioni. Mentre la consorella francese totalizza 165 milioni.

Federazione ricchissima, quella presieduta da Bernard Laporte, e in grado di aumentare ulteriormente gli introiti grazie allo sponsor di maglia. Si tratta del primo accordo di questo genere nella storia del rugby transalpino, concluso alla cifra complessiva di 35 milioni da qui a tutto il 2023. Ma questo affare ha provocato grane di non poco conto, al punto che stava per essere congelato. Infatti il presidente della Ffr è finito sotto inchiesta per conflitto di interessi: al centro dell'attenzione alcuni presunti favori reciproci tra lui e il miliardario franco-siriano Mohed Altrad, patron del Montpellier, che con Altrad Group - leader internazionale nel settore dei prodotti per l'edilizia e dei servizi all'industria - è diventato appunto il main sponsor della Nazionale.

Ecco, in questo contesto si inserisce Francia-Italia, in programma venerdì sera a Marsiglia. La prima volta in notturna per gli Azzurri al Sei Nazioni ma soprattutto la prima volta, in più di cento anni di storia, che i Bleus disputano un match interno del torneo lontano da Parigi. La scelta rientra in un progetto di “delocalizzazione” voluto da Laporte. Per il Vélodrome, l'impianto marsigliese ristrutturato in occasione dei campionati europei di calcio del 2016 e sponsorizzato dalla compagnia telefonica Orange per 2,7 milioni di euro all'anno, si punta al tutto esaurito, circa 67mila spettatori. Non sarebbe certo la prima volta per un incontro di rugby: Marsiglia è stata una delle sedi dei Mondiali francesi del 2007, ospitando fra l'altro due quarti di finale, ed è una sede “regolare” di uno dei test match interni di novembre.

L'appeal del rugby internazionale è forte. Per fare solo un esempio la Spagna, non certo una potenza ovale, si è fatta avanti più volte: nel 2016 il Camp Nou di Barcellona è stato la sede della finale del campionato francese e a maggio le finali delle Coppe europee di club si giocheranno a Bilbao. Se ora Marsiglia è stata scelta anche per una maggiore vicinanza al nostro Paese, si potrebbe pensare che in futuro San Siro possa diventare il terreno di gioco per un match del Sei Nazioni tra Italia e Francia, che si tramuterebbe anche in un business per la città. Certo, ci vorrebbero un po' di sensibilità e di attenzione, a partire dalle società calcistiche locali... E qui cominciano i dolori.

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