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La nomina di Romeo non fu un abuso d’ufficio. Il gip di Roma archivia…

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le carte giudiziarie

La nomina di Romeo non fu un abuso d’ufficio. Il gip di Roma archivia l’accusa per Virginia Raggi

La sindaca di Roma, Virginia Raggi
La sindaca di Roma, Virginia Raggi

«Così fan tutti», può essere riassunta la decisione del gip di Roma di archiviare l’inchiesta per abuso d’ufficio a carico della sindaca Virginia Raggi. La nomina del suo ex braccio destro, Salvatore Romeo, poteva ricadere in una illecita applicazione del Tuel, nella parte relativa alle assunzioni nello staff del sindaco. Il gip, però, ritiene che la prima cittadina pentastellata «si è mossa lungo il solco già tracciato dai precedenti orientamenti dell’amministrazione capitolina», con le giunte di Valter Veltroni, Francesco Rutelli ma anche Gianni Alemanno . «Il Tribunale - ha detto - la Raggi - ha cancellato più di un anno di schizzi di fango».

L’annuncio su Facebook
Su Facebook la prima cittadina ha scritto un post: «Infondatezza della notizia di reato. Con queste parole il Tribunale di Roma ha cancellato più di un anno di schizzi di fango». Ha aggiunto «di essere stata vittima di ricostruzioni fantasiose e insulti perché avevo nominato Salvatore Romeo nella mia segreteria politica. Oltre un anno di accuse da parte di politici e dei tanti “soloni” che, dalle loro comode poltrone negli studi e salotti tv, pontificavano su materie che evidentemente non conoscono». Stando alla preliminare impostazione accusatoria, infatti, Raggi e Romeo rispondevano di concorso in abuso d’ufficio. Secondo la precedente ipotesi, il funzionario era stato portato da «dipendente del Comune con profilo di Esperto controllo aziende partecipate» con stipendio di 39mila euro lordi annui a capo segreteria politica, retribuita con 110mila euro, poi scesi a 93mila dopo l'intervento di Anac. Secondo i magistrati la nomina aveva lo scopo di arrecare «un vantaggio patrimoniale a Romeo».

Il gip: «Ha agito nel solco delle precedenti amministrazioni di Roma»
Secondo il gip, infatti, nel nominare Romeo, la Raggi «si è mossa lungo il solco già tracciato dai precedenti orientamenti dell’amministrazione capitolina: è ricorsa alla collocazione in aspettativa del dipendente comunale instaurando un nuovo contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e di “collaborazione” con una retribuzione parametrata a quella dirigenziale, nel genuino convincimento di non violare alcun dettato normativo». Il giudice ricorda che prima di nominare Romeo, il sindaco ha acquisito i pareri favorevoli dell’avvocatura capitolina, in data 1 luglio 2016, e dell’Anac, il 31 agosto 2016, relativi alla corretta interpretazione dell’articolo 90 del Tuel (il Testo unico degli enti locali), quello che estende ai dipendenti dell’ente la possibilità di rivestire l’incarico di addetti allo staff del sindaco, con la contestuale collocazione degli stessi in aspettativa senza stipendio».

Le polizze assicurative di Romeo intestate alla Raggi
Il giudice, inoltre, entra nel merito anche delle note polizze assicurative che Romeo aveva intestato alla sindaca Raggi: «Appare francamente stravagante, e comunque probatoriamente inconsistente, conferire valenza illecita alle tre polizze assicurative che indicavano Virginia Raggi quale beneficiaria soltanto in caso di morte di Salvatore Romeo». Il giudice aggiunge che «niente di più vero che Virginia Raggi non fosse neanche a conoscenza dell’esistenza delle tre polizze stipulate da Romeo (peraltro in epoca distinta dalla nomina» e dei cui importi sarebbe stata beneficiaria in caso di decesso del collaboratore». In merito all’archiviazione, Salvatore Romeo ha detto che «sono molto contento, lo immaginavo: si conclude felicemente una vicenda che mi ha visto coinvolto in maniera bizzarra».

A giugno il processo per falso
Resta in piedi l’ultimo procedimento in cui la Raggi è imputata di falso. Secondo la Procura, la sindaca avrebbe mentito alla responsabile anticorruzione del Campidoglio e non avrebbe impedito a Raffaele Marra – suo ex braccio destro sotto processo per corruzione per fatti del 2013 – di partecipare alle procedure di nomina del fratello Renato alla direzione Turismo del Campidoglio. Raggi, secondo l’accusa, è indagata per falso in quanto aveva detto alla responsabile anticorruzione del Comune, Mariarosa Turchi, che per la nomina aveva agito in autonomia. Il processo inizierà il 21 giugno.

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