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Confcommercio: in 10 anni 62mila negozi in meno nei centri storici,…

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L’INDAGINE

Confcommercio: in 10 anni 62mila negozi in meno nei centri storici, +26% per quelli stranieri

Dal 2008 a oggi i negozi nei centri storici delle principali città italiane sono diminuiti dell’11,9%, mentre sono cresciuti il commercio ambulante (+8,7%)e, soprattutto, alberghi, ristoranti e bar (+17%). È la fotografia scattata dal rapporto di Confcommercio “Demografia d’impresa nei centri storici italiani”.

Dal 2015 è rallentato il calo dei negozi
In particolare secondo l’indagine, che si è focalizzata su 120 città, in 10 anni hanno chiuso circa 62mila negozi, 39mila bar-ristoranti-hotel hanno aperto e sono aumentate in maniera considerevole le imprese commerciali registrate da titolari stranieri (+26,2%) a fronte di un calo del 3,6% di quelli italiani. Dal report viene fuori che dal 2015 l’andamento in picchiata della presenza dei negozi nei centri storici è molto rallentato e, per alcune categorie, ha invertito la rotta. In particolare, a soffrire di più sono stati librerie, negozi di giocattoli, abbigliamento e scarpe, in molti casi dirottati sui grandi centri commerciali, mentre bene vanno le cose in particolare per computer e telefonia e farmacie.

Sangalli: per città migliori meno tasse e incentivi
«Dopo una crisi lunga e profonda - ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, intervenuto alla presentazione del report, «il processo di desertificazione sta finalmente rallentando, ma difficilmente si tornerà alla vivibilità di una volta». Perciò, ha proseguito, «le città devono essere rilanciate anche attraverso il commercio, prevedendo meno tasse e più incentivi per gli imprenditori che hanno un’attività o che vogliono aprirne una».

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