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Dialogo tra Italia e Niger per ottenere il sì di Niamey ai militari…

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MIGRANTI E SICUREZZA

Dialogo tra Italia e Niger per ottenere il sì di Niamey ai militari italiani

Il Niger è il  cuore di tutti i traffici di esseri umani del Sahara (nella foto dei trafficanti al confine con il Mali, foto Afp)
Il Niger è il cuore di tutti i traffici di esseri umani del Sahara (nella foto dei trafficanti al confine con il Mali, foto Afp)

Accanto alla partita per ottenere più fondi per la sicurezza del Sahel, crocevia dei flussi migratori da Sud verso l’Europa, ce n’è una altrettanto strategica, che impegna direttamente l’Italia. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla missione italiana in Niger, nel dicembre scorso, e quello della Camera a metà gennaio, manca ancora il semaforo verde del governo di Niamey all’impiego di militari italiani sul suo territorio.

Dialogo tra Italia e Niger per via libera a missione militare
La conferma è arrivata qualche giorno fa dal ministro degli Affari esteri Angelino Alfano. Intervenuto a una conferenza con i paesi di transito alla Farnesina, Alfano ha spiegato che «il dispiegarsi della missione non può che avvenire su richiesta delle autorità nigerine e su base del loro consenso». In questi giorni, spiegano fonti vicine al dossier, è in corso un “assessment” tra le due parti, ovvero una valutazione sul tema. Non c’è ancora una data sul raggiungimento di un’intesa tra i due governi, anche perché l’appuntamento elettorale è alle porte. Di certo la questione sarà sul tavolo del nuovo Governo. E sarà tra quelle che hanno la priorità.

Oltre 4mila soldati francesi nell’area del Sahel
La Francia chiede una maggiore coinvolgimento dei partner europei nella stabilizzazione dell’area del Sahel. Parigi ha oltre 4mila soldati nell’area, con basi che sorgono dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso e Niger. Sullo sfondo, il dialogo tra Roma e Parigi per un “ trattato del Quirinale”, che dovrebbe portare a una cooperazione rafforzata tra i due paesi sul modello di quella tra Francia e Germania del 1963.

La tabella di marcia: già a giugno soldati del Genio sul territorio del Niger
Dal punto di vista dell’Italia, i tempi per chiudere l’intesa con il Niger appaiono stretti. Già a metà anno, se la tabella di marcia non subirà intoppi, 120 soldati italiani del Genio dovrebbero essere sul posto per allestire le strutture in grado di ospitare i militari italiani (a fine anno i soldati impegnati dovrebbero essere al massimo 470 tra addestratori, personale sanitario, personale adibito alla raccolta delle informazioni). Va ricordato che a fine dicembre un gruppo di nostri militari ha già effettuato una prima ricognizione sul territorio.

Mogherini: sostegno al Sahel sale a 414 mln di euro
Intanto oggi l’Unione Europea ha messo sul piatto 50 milioni di euro in più, portando il budget complessivo a 100 milioni, per finanziare la forza militare comune del G5 Sahel, un’unità speciale antiterrorismo istituita quattro anni fa e composta dai militari di cinque paesi: Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e, appunto, Niger. «Oggi - ha spiegato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al termine della Conferenza internazionale sulla sicurezza e lo sviluppo nel Sahel, che si è tenuta oggi a Bruxelles - abbiamo annunciato un sostegno supplementare per la forza congiunta del Sahel di 50 milioni di euro supplementari che si aggiungono ad altri 50 già messi. Il totale del sostegno a questa regione - ha aggiunto Mogherini - è di 414 milioni di euro grazie a investimenti non solo Ue ma anche altri partner». Tra i fondi stanziati dagli altri partner, quello Usa (60 milioni), quello degli Emirati Arabi Uniti (30 milioni), e i 40 milioni messi sul banco su base bilaterale dai paesi europei, in più rispetto allo sforzo comune.

L’Alto rappresentante Ue: forza congiunta operativa a marzo
«Il nostro obiettivo - ha continuato l’Alto rappresentante Ue - è di avere la forza congiunta operativa già a marzo, quindi dalla prossima settimana. La nostra sfida era dunque quella di mobilitare il sostegno finanziario proprio adesso e siamo arrivati a farlo. La sfida è di fare arrivare il danaro a destinazione e in futuro garantire una sostenibilità alle operazioni. Ma prima di tutto - ha concluso - la forza congiunta deve partire e noi oggi abbiamo la base per farlo».

Gentiloni: oggi confermato impegno comune Ue in Africa
La conferenza sul Sahel di oggi è stata «molto importante per confermare l’impegno comune Ue in Africa» perché solo con la cooperazione con questi paesi e con il loro sviluppo «potremo contrastare il terrorismo e le cause dei fenomeni migratori. Questo è il modo migliore per lavorare insieme e battere le posizioni populiste e antieuropee»: così il premier Paolo Gentiloni in una dichiarazione congiunta con Merkel e Macron.

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