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Bankitalia, indice Eurocoin a febbraio resta su livelli massimi dal 2000

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la stima del quadro congiunturale

Bankitalia, indice Eurocoin a febbraio resta su livelli massimi dal 2000

Resta sui livelli massimi dal 2000 l’indice Eurocoin che a febbraio si è attestato su quota 0,96 da 0,95 di gennaio. Lo comunica in una nota Bankitalia, spiegando che «l’andamento positivo dell’attività industriale nell’area è stato compensato dal lieve calo della fiducia delle imprese e delle famiglie». L'indicatore elaborato dalla Banca d'Italia si era attestato a quota 0,91 lo scorso dicembre.

Eurocoin, sviluppato dalla Banca d'Italia, fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell'area dell'euro. Una stima flash che anticipa di qualche mese le statistiche sul Pil trimestrale, dà un indicazione della crescita di fondo e ha la proprietà di essere immune da oscillazioni di breve periodo che invece incidono sulle stime di crescita trimestrale. Per costruire questo indicatore coincidente i tecnici del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia fanno ricorso a un vasto insieme di serie storiche macroeconomiche (per esempio gli indici di produzione industriale, i sondaggi congiunturali, gli indicatori di domanda e gli indici di borsa) dai quali viene estratta l'informazione rilevante per la previsione della dinamica di fondo del prodotto nell'area. L’indice inoltre è depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo).

Quelli registrati a febbraio, dunque, in linea con quelli di gennaio, sono valori molto alti che, se si dovessero mantenere per l'intero 2018, ipotesi poco plausibile guardando alle serie storiche, coinciderebbero con una crescita del Pil attorno al 4%, mentre le previsioni dell'Eurosistema – che si riferiscono alla crescita effettiva del Pil - si fermano a +2,3%. Si tratta comunque, secondo Bruxelles, di «un'espansione solida e duratura» secondo frutto di “un forte slancio ciclico, dove il mercato del lavoro continua a migliorare» e «l’attività globale e il commercio crescono più del previsto»

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