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Consulta 478 giorni senza plenum, Camere verso un nuovo ritardo record

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la corte costituzionale

Consulta 478 giorni senza plenum, Camere verso un nuovo ritardo record

Un collegio «rimasto – e ahimé tuttora rimane – incompleto». Circostanza di cui «desidero pubblicamente e con forza rimarcare la gravità» che «incide sul concreto assetto di un organo» che deve operare in modo «autenticamente collegiale». Sta in queste parole pronunciate la scorsa settimana, alla scadenza del suo mandato, dal presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi il viatico al prossimo Parlamento che si insedierà il 23 marzo. Un appello che stigmatizza l’operato delle Camere, che per 478 giorni non sono riuscite ad eleggere il giudice di nomina parlamentare e ricostituire così il plenum della Consulta. Una vacatio tra le più lunghe della storia della Repubblica.

Consulta a ranghi ridotti dal 7 novembre 2016
Il giudice Frigo si è dimesso il 7 novembre 2016 lasciando il collegio della Corte costituzionale a ranghi ridotti (14 componenti su 15). A nulla sono valse le sette votazioni delle Camere in seduta comune che si sono tenute da gennaio a luglio dello scorso anno, tutte concluse con una fumata nera. E così a oggi la sua vacatio si piazza al sesto posto nella top ten di quelle che hanno registrato i tempi più lunghi. Pronta a risalire in quarta posizione se entro il 10 aprile (cosa poco probabile) non si riuscirà ad arrivare al voto condiviso.

Plenum solo per due anni su cinque
Un’impasse che si è comunque ripetuta spesso nei cinque anni della legislatura appena trascorsa: 1.810 giorni (ad oggi) di cui appena 798 di plenum della Consulta (fino al 28 giugno 2014 e poi dal 16 dicembre 2015 al 7 novembre 2016). Il record assoluto delle vacatio per eleggere un giudice della Consulta di nomina parlamentare sono i 623 giorni (tra il 23 ottobre 1995 e il 9 luglio 1997) trascorsi dalla fine del mandato di Vincenzo Caianiello e il giuramento del suo successore Annibale Marini.

CONSULTA: I RITARDI DEL PARLAMENTO
Tempo trascorso per l'elezione di un nuovo giudice da parte delle Camere

La partita sulla presidenza
Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha provveduto subito sabato scorso, all’indomani della fine del mandato del presidente Paolo Grossi ( tra i cinque di nomina presidenziale), a nominare il successore: Francesco Viganò, ordinario di
Diritto penale alla Bocconi di Milano. La prossima partita sarà l’elezione del nuovo presidente della Consulta, probabilmente il 10 marzo. In corsa i due vicepresidenti Marta Cartabia e Giorgio Lattanzi, che al momento sarebbe favorito.

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