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Nero, fiori e lamé in passerella a Parigi per Saint Laurent

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parigi / giorno 2

Nero, fiori e lamé in passerella a Parigi per Saint Laurent

La femminilità compiaciuta e una certa civetteria a Parigi sono sempre in auge. La fashion week attualmente in corso ne è la conferma.

Nel 1976, Yves Saint Laurent creò una collezione d’alta moda ispirata al folklore russo, sublimazione dell’esprit nomade che all’epoca andava per la maggiore. Oggi il suo erede Anthony Vaccarello, leader di una maison divenuta nel frattempo powerhouse globale, replica. A modo suo: asciugando, scolpendo, accorciando gli orli al limite della decenza, sommergendo tutto sotto una colata inesorabile di nero illuminata sul finale da una parata di fiori e lamé. Nello spazio infinito che separa le due prove si può leggere non solo l’evoluzione del marchio e dell’estetica che lo caratterizza, ma anche il senso della moda nella cultura di massa, allora e adesso.

Yves era un elitarista che guardava alla strada per rielaborare, Anthony Vaccarello è un direttore creativo che deve parlare a un pubblico transnazionale e transgenerazionale per vendere. Lo fa in con show spettacolari e abiti che svelano il corpo nella maniera più sfrontata possibile. Nessun concetto, lambiccamento, elucubrazione: qui a parlare sono le forme femminili, punto e basta. Il focus è sulle gambe, nude e chilometriche, incorniciate da mini, hot pants e stivali dai tacchi a stiletto o le zeppe glam rock. Tutt’intorno, un guardaroba dalle proporzioni succinte e lo spirito modernista. Molto Saint-Laurent, anno domini 2018. I dati di vendita confermano l’acume della proposta.

Il giovane Jacquemus, ancora alla ricerca della propria cifra ma grazie al cielo lontano dalle sperimentazioni insensate degli esordi, esplora una idea di carnalità dal sapore marocchino. Il suq è solo un vago aroma sullo sfondo di una collezione molto sensuale - e nulla affatto invernale - di abiti che si attorcigliano e liquefanno, rivelando il corpo attraverso lampi e aperture. Sexy è l’aggettivo giusto per descriverla; vitale, anche, ma niente affatto volgare.

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