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Tavolo della moda, Milano XL torna a settembre in versione sostenibile

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Tavolo della moda, Milano XL torna a settembre in versione sostenibile

Progetto vincente non si cambia. Semmai si migliora ulteriormente. Così «Milano XL», fashion week milanese che combina fiere e sfilate in una versione allargata anche alla città, tornerà a settembre 2018 con una seconda edizione che avrà come tema chiave la sostenibilità. E avrà nei Green Carpet Fashion Awards, che hanno debuttato a livello internazionale a settembre 2017 alla Scala, uno dei propri eventi cardine.

Ruota (anche) attorno a queste due iniziative concrete il bilancio che il Tavolo della moda, istituito dal Mise a gennaio 2016, ha scelto di condividere a due anni dalla propria fondazione, e a pochi giorni dalle elezioni politiche, in occasione della presentazione del libro “White book, imparare la moda in Italia”, nato da un’idea della commissione formazione del Tavolo ed edito da Marsilio.

«Il Tavolo della moda è nato con un’ambizione importante: creare collaborazione in un settore noto per i propri “geni individuali” ma poco abituati a fare squadra. Aver fatto sistema in modo trasversale è stato un grande risultato», spiega Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo economico subentrato nell’aprile 2016 a Carlo Calenda, fondatore del Tavolo e oggi a capo del Mise.

Il Tavolo della moda è diventato un luogo d’incontro tra istituzioni, enti locali e rappresentanti industriali e ha contribuito alla costituzione di Confindustria moda, avvenuta lo scorso anno: «Questa nuova associazione è forte perchè i presidenti delle realtà che la compongono hanno saputo fare un passo indietro individualmente, per poterne fare uno avanti, insieme», ha commentato Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione. A farle eco è stato proprio Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda: «Non c’è modo migliore per affrontare insieme problemi concreti».

Il lavoro del Tavolo si è concentrato su tre temi: formazione, Millennials e internazionalizzazione, anche grazie alla partecipazione dell’Ice. «I progetti elaborati hanno contribuito ad aumentare gli investimenti pubblici verso il settore moda - ha detto Michele Scannavini, presidente di Ice - che sono saliti dai 34 milioni per il 2016 a 48 milioni per il 2018. Un terzo dei finanziamenti è andato a potenziare le fiere; un terzo alle attività con i grandi retailer mondiali; un terzo alle attività di promozione e alle fiere all’estero. Abbiamo ottenuto grandi risultati sul fronte delle esportazioni, con un +5,8% nei primi 11 mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo 2016».

Tra gli eventi che hanno attirato gli investimenti c’è la fashion week milanese: «Eravamo l’ “ultima” dopo Parigi, New York e Londra . Oggi siamo la prima – ha detto Carlo Capasa, presidente di Camera moda –. Il nostro obiettivo è quello di continuare a coltivare il tema della sostenibilità, che dovrà essere un fattore competitivo del made in Italy». A questo proposito, Capasa ha annunciato che il 20 marzo esponenti delle aziende internazionali del lusso si riuniranno per parlare di sostenibilità.

Tornando al tema della formazione, cui il volume presentato ieri a Milano è dedicato, il comitato presieduto da Andrea Cavicchi, già presidente del Centro di Firenze per la moda italiana, auspica «la creazione di un osservatorio permanente che faccia da ponte tra Miur e Mise e aiuti il sistema italiano, pubblico e privato, ad attrarre studenti stranieri.

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