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Tra riscritture e correzioni, è incertezza anche sulla sorte del Jobs…

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L'Analisi|POLITICHE 2018

Tra riscritture e correzioni, è incertezza anche sulla sorte del Jobs act

L’apertura da parte dell’Inps, due giorni prima dal voto, anche ai contratti a tempo indeterminato «in deroga al Jobs act» per fruire dei nuovi sgravi assunzionali potrebbe non rimanere «un caso isolato». Il condizionale, in queste ore, ovviamente, è d’obbligo; e ci vorranno diverse settimane per rimettere in moto il nuovo Parlamento (e formare un esecutivo). Il risultato, tuttavia, che sta uscendo dalle urne vede sconfitto il partito, il Pd, che ha varato, nel 2014, la complessiva riforma del mercato del lavoro italiano; e, all’opposto, vede primeggiare le forze politiche che, almeno stando ai loro programmi ante elezioni, quella riforma puntano invece a “rimaneggiarla” in modo più o meno robusto.

Il Jobs act, come si sa, ha riscritto buone parti del nostro diritto del lavoro, ha introdotto le “tutele crescenti”, a partire dal 7 marzo 2015; ha rivisto le forme contrattuali, “liberalizzando” il contratto a termine per tutti i 36 mesi massimi, ha riformato gli ammortizzatori sociali e ha iniziato a tratteggiare un articolato sistema di politiche attive (che ancora, però, non è decollato).

Il centro-destra, che si confermerebbe prima colazione, mira a “correggere” queste regole: le idee forti sono rafforzare lo sgravio contributivo a favore dei contratti a tempo indeterminato, reintrodurre i voucher e, più in generale, aprire a una nuova “flessibilità 4.0” nel solco della riforma Biagi, accanto a un rilancio dell’istruzione tecnica (e della formazione scuola-lavoro).

Il M5S ha proposte più radicali: per i “grillini”, sono le parole più ricorrenti utilizzate in campagna elettorale, è prioritario il superamento del Jobs act. Lo strumento è l’introduzione del reddito di cittadinanza, collegato al rilancio dei centri per l’impiego. Nel mentre, il M5S promette la reintroduzione dell’articolo 18, anche nei casi di licenziamento economico illegittimo, e una stretta sui contratti a termine (in chiave anti-abusi).

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