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Con Psg-Real ritorna la Champions nel ricordo di Astori

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Con Psg-Real ritorna la Champions nel ricordo di Astori

Cristiano Ronaldo in azione nel match di andata Real Madrid - Paris Saint Germain (Afp)
Cristiano Ronaldo in azione nel match di andata Real Madrid - Paris Saint Germain (Afp)

Sessanta secondi. Un giro d’orologio. Un minuto di silenzio. Nulla, rispetto a una vita, e a confronto della morte. Ma sono quei sessanta secondi “I Sepolcri” del calcio. L’ode silente con cui la tribù del football, ogni volta di fronte a un tragedia, prova a cacciar via la paura e l’angoscia, lo sgomento e la consapevolezza che davvero, che tu sia campione o tifoso, protagonista o comprimario del grande spettacolo del calcio, tutti siamo affratellati dalla nostra umana fragilità e finitudine.

Eppure quel silenzio che dura giusto appena sessanta secondi, riesce a darti un filo di coraggio, un barlume di speranza. Non il coraggio folle di volerla sconfiggere, abbattere, quella paura; più semplicemente, quel silenzio ti regala la forza matura che arriva dal percepire, distintamente, che di fronte a quell’abisso non sei da solo.

Risuonerà stasera nel nome di Davide Astori, quel silenzio; affratellerà Cristiano Ronaldo, Edinson Cavani, e nello stesso istante ammutolirà la Kop, la leggendaria curva del Liverpool, che poi lo riverbererà nel suo coro da brividi You'll never walk alone, che mai come stavolta ci strapperà una lacrima.

Entrerà anche nelle orecchie di Dani Alves, quel silenzio lungo sessanta secondi appena. Ci ha tenuto a farci sapere, l’eccentrico terzino ex Barcellona e Juventus, che stasera proverà in maglia Psg a battere per l’ennesima volta gli eterni rivali blancos , una verità che davvero ignoravamo: che siamo tutti destinati a morire, che quando suona la campana il rintocco vale per tutti, bambini e Astori, campioni e operai, geni e mediocri. Straordinario disvelamento, vien da dire, cui altro non possiamo opporre che quei sessanta secondi di silenzio. Che sommessamente ci sentiamo però di consigliare al terzino-filosofo così da rendere la prossima volta ancor più roboante il proferire del suo verbo rivelatore.

In campo – Poi sarà di nuovo calcio, pallone, sudore, speranza, trionfo e delusione, come in ogni vita che si consuma tra gesso ed erba. Il Psg orfano dell’infortunato Neymar s'affida a un ex Real, Angel Di Maria, per provare a rimontare il 3 a 1 rimediato tra polemiche, prodezze ed errori al Bernabeu. Potrebbe essere l'ultimo giro di giostra per una generazione di stelle parigine (Thiago Silva, Thiago Motta, Verratti, Cavani) tanto costose quanto opache sullo scenario continentale, così da entrare finora nella storia più per quel che si è perso (si veda la leggendaria remuntada subìta lo scorso anno da parte del Barcellona), piuttosto che per il non pur poco che si è vinto. Stellina più attesa quel Mbappé già oggetto del desiderio (e non è escluso torni presto a esserlo…) delle merengues, ma la sensazione è che l'inno della Champions – come spesso accade in questo momento della stagione… - sappia risvegliare desideri e voglie di Ronaldo (capocannoniere a quota 11) e compagni, troppo presto quest'anno tagliati fuori dalla lotta per la Liga.

Reds sul velluto - Ad Anfield Road quella della banda Klopp sarà poco più che una sgambata, dopo la manita rifilata al Porto allo stadio Do Dragao. Ammortizzato l'addio a Coutinho (che sta cercando propria dimensione e nuova ispirazione al Barcellona) e inserito nel cuore della difesa il plurimilionario acquisto di Van Dijk, il tecnico tedesco ha trovato passo sicuro in Premier e spettacolo in Europa, ma di certo tutto andrà verificato al prossimo turno, magari contro avversari più consistenti. Lusitani che saluteranno la Champions, quindi, e farà malinconia veder saltellare tra i due pali qull'Iker Casillas che, appena un paio di annate fa, tra Real e Nazionale spagnola viveva ancora momenti da protagonista assoluto.

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