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Il bilancio del M5S: più oculato al Senato che alla Camera

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Analisi deI RENDICONTI

Il bilancio del M5S: più oculato al Senato che alla Camera

Ansa
Ansa

PALERMO - Il tesoriere del gruppo parlamentare M5S al Senato, Stefano Lucidi, l'11 aprile 2017 ha relazionato sulla gestione finanziaria del 2016 (ultimo dato disponibile) e i numeri parlano da soli. Del Senato facevano parte inizialmente 54 pentastellati, divenuti poi 35. I dipendenti con contratto a tempo determinato erano 22, 5 quelli a tempi indeterminato e quattro i collaboratori a partita Iva.
Tra entrate e uscite il saldo finanziario è stato di 2.509,45 euro. Meno, molto meno di quello del 2015, di ben 1.602.329,22 euro.

A fine 2016 l'avanzo di cassa era di 1.604.838,67 euro, il disavanzo di gestione per il 2016 è stato di 59.764,83 mentre l'avanzo complessivo di gestione era di 1.036.234,58 euro.

Vediamo il fronte entrate, di 2.407.925,97, di cui 2.396.032,46 dai contributi erogati dal Senato. Pochi i crediti: 1.117 euro di cui appena 36,31 euro da interessi sul conto corrente bancario. Capitalizzati, infine, per l'acquisto di attrezzature e materiale, 2.379,30 euro (al lordo dell'ammortamento di 7.867,92 euro).

Le uscite, di 2.405.416,52 euro, sono più ricche di dettagli. La voce più consistente è quella per il personale: 1.911.878,95. Poi segue la locazione delle abitazioni per i dipendenti dell'ufficio comunicazione, di 100.885,67 euro. Il resto se ne è andato per i compensi ai professionisti (291.008,76 euro), oneri finanziari (164,09 euro), Irap, Tasi, Tari e tasse di concessione governativa. Appena 132 euro spesi per i giornali e telefonate per 1.359,57 euro.

Alla Camera, invece, il rendiconto all'esercizio finanziario è stato presentato da Laura Castelli e Cristina Gubinelli. Il disavanzo è stato di 375. 330 (ante imposte), che con il pagamento di 109.455 imposte di esercizio, diventano 484.564 euro (nel 2015 l'avanzo è stato invece di 37.758 euro) e tanto per l'organo di controllo interno al Movimento che per la Compagnia europea di revisione (indipendente al Gruppo parlamentare), il rendiconto 2016 fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria.
Allora vediamolo questo conto economico, che nel 2016 ha rendicontato 3.780.845 euro come valore della produzione. In altre parole sono le risorse che la Camera dei deputati nel 2016 ha messo a disposizione dei 91 deputati del Gruppo pentastellato. L'anno precedente il M5S aveva incassato circa 60mila euro in più.

Cosa ha pesato nella gestione finanziaria? Innanzitutto il costo del personale, che ha assorbito 3.089.500 euro tra stipendi, indennità, rimborsi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto o quiescenza. Queste voci, complessivamente, hanno assorbito l'82% del contributo erogato dalla Camera dei deputati e hanno rappresentato il 74% sull'ammontare della cosiddetta “gestione caratteristica” (vale a dire la differenza tra ricavi e costi). Sostanzialmente nel 2016 è aumentato il costo del personale dipendente a fronte di una riduzione dei costi relativi alle collaborazioni coordinate e continuative e le collaborazioni a progetto. Le collaborazioni e le consulenze professionali hanno, infatti, totalizzato 530.328 euro (237.200 euro meno che l'anno precedente).
In altre parole le 49 persone alle dipendenze a fine 2016 del M5S alla Camera (erano 46 nel 2015) hanno pesato e molto sull'esercizio. L'ufficio legislativo si è arricchito di un'unità e l'ufficio comunicazione di tre.

Spigolando tra le pieghe della relazione sulla gestione al rendiconto si scoprono alcune curiosità. L'attività di studio e ricerca del professore Domenico De Masi sull'evoluzione del lavoro post industriale (presentata il 18 e 19 gennaio 2017 a Roma) è costata 52.655 euro. La campagna per il no al referendum costituzionale ha assorbito 354.009 euro. Nella consultazione del 4 dicembre 2016 il 60% degli italiani votarono contro e nel documento patrimoniale e finanziario si legge che «tale risultato, senza dubbio, lo si deve ricondurre anche e soprattutto alle cospicue forze e all'impegno messi in campo dai deputati cittadini del M5S che non si sono affatto risparmiati!».

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