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Da Carelli (M5S) a Cerno (Pd), i giornalisti promossi…

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elezioni 2018

Da Carelli (M5S) a Cerno (Pd), i giornalisti promossi parlamentari

(Ansa)
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Erano molti i giornalisti candidati alle elezioni di domenica e parecchi hanno centrato l’elezione, anche se in alcuni casi entreranno in Parlamento solo grazie al ripescaggio nei collegi plurinominali dopo aver perso la sfida diretta all’uninomanale. Non il caso di Emilio Carelli, ex conduttore del Tg5 e poi direttore di SkyTg24, in corsa con il Movimento 5 Stelle a Roma-Fiumicino dove stato il pi votato (39,5% contro il 32,3% del candidato di centrodestra Domenico Menorello, in quota per Energie per l’Italia di Stefano Parisi). Carelli, 65 anni, stato inserito nella rosa dei candidati del movimento per la presidenza della Camera.

Nel collegio maggioritario del Senato a Pescara passato un altro giornalista schierato con M5S: Primo Di Nicola, fino a novembre direttore del quotidiano Il Centro e in passato collaboratore dell’Espresso. Anche Gianluigi Paragone, 46 anni, sar un senatore dei cinque stelle: l’ex direttore della Padania (il quotidiano della Lega che ha cessato le pubblicazioni il 30 novembre 2014), poi conduttore in Rai e su La7 della trasmissione La gabbia, stato per sconfitto da un senatore uscente del Carroccio Stefano Candiani nel collegio di Varese. stato recuperato nella parte plurinominale. Sono orgoglioso di far parte del Movimento Cinquestelle e sono entusiasta dei risultati ottenuti, compresa la mia sconfitta ha commentato di Dino Giarrusso, giornalista tv delle Iene battuto nel collegio di Roma Gianicolense dal segretario nazionale dei Radicali italiani, Riccardo Magi della lista +Europa con Emma Bonino. In un primo momento Giarrusso aveva rifiutato la candidatura stellata (sono giunto alla conclusione che la cosa pi utile che io possa fare oggi sia continuare a fare il mio lavoro con cura e passione la sua speigazione), salvo poi ripensarci dopo venti giorni: prese il posto in lista dell’ammiraglio Rinaldo Veri, candidato esterno al movimento che si era ritirato subito perch gi eletto al Consiglio comunale di Ortona. Un tira e molla inutile: per Giarrusso non ci sar un seggio in Parlamento.

Vincitori e vinti nelle sfide dei collegi uninominali alle politiche 2018

Tra i 59 neodeputati di Forza Italia ci sar Giorgi Mul: l’ex direttore di Panorama (gruppo Mondadori), 49 anni, origini siciliane, era candidato nel collegio 1 uninominale di Sanremo dove con 66.751 preferenze risultato eletto, senza necessit di ricorrere il salvataggio previsto al proporzionale nel collegio Liguria Ponente. Da domani potr essere a Roma per registrarsi insieme agli altri parlamentari anche Andrea Cangini, 48 anni, ex direttore di Qn-Resto del Carlino, eletto nel collegio delle Marche: anche lui nella squadra forzista ma al Senato, dove il partito di Silvio Berlusconi avr 33 seggi. Esordio parlamentare anche per Gigi Casciello, esponente di Forza Italia a Salerno e nel ’97 candidato sindaco battuto nettamente (71,3% contro 19,2%) da Vincenzo De Luca: in passato aveva diretto i quotidiani Roma e Cronache del Mezzogiorno, ora stato eletto in un collegio plurinominale in Campania. Resta fuori dal Senato, invece, Arturo Diaconale: membro del Cda Rai (in quota centrodestra), 72 anni, agli inizi degli anni Novanta collega di Antonio Tajani nella redazione romana del Giornale, poi redattore capo di Studio Aperto (il tg di Italia Uno, Mediaset) e per 22 anni direttore dell’Opinione di cui sopravvive la versione online: candidato di Forza Italia per Palazzo Madama, non ce l’ha fatta. Rester al suo posto a viale Mazzini, perch nonostante la candidatura aveva deciso di non dimettersi: l’incompatibilit scatta solo in caso di elezione. Continuer a essere pure il portavoce della Lazio, il cui presidente Claudio Lotito stato bocciato per pochi voti (era in lista con Forza Italia nel collegio plurinominale di Avellino-Benevento-Caserta, in seconda posizione dietro Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, risultata eletta).

Tommaso Cerno, 43 anni, fino a gennaio scorso condirettore di Repubblica ( in aspettativa) e prima alla guida dell’Espresso, nonostante la dbcle del Pd riuscito a centrare l’elezione: stato votato da 98.425 elettori ed risultato uno dei quattro vincitori democratici nel collegio di Milano. In passato era stato candidato alle Comunali di Udine con Alleanza nazionale. Entra in Parlamento ma alla Camera anche Filippo Sensi, 50 anni compiuti proprio domenica scorsa, capoufficio stampa del premier Paolo Gentiloni e prima di Matteo Renzi e gi vicedirettore di Europa (il quotidiano della Margherita chiuso nel 2014): collocato al quarto posto nella lista per il proporzionale del collegio in Toscana, dietro Laura Cantini, David Ermini e Rosa Maria Di Giorgi, l’elezione scattata grazie al posto libero lasciato da Di Giorgi, dopo l’elezione all’uninominale. Sempre in casa democratica flop in Basilicata per Francesca Barra: la giornalista, sposata all’attore Claudio Santamaria (ha dato la notizia del loro matrimonio negli Stati Uniti in campagna elettorale), ha raccolto nel collegio uninominale Matera-Melfi della Camera il 18% dei voti. Se andasse male, non potrei tornare a fare la giornalista disse dopo aver accettato la candidatura proposta da Matteo Renzi. Chiara Geloni, bersaniana di ferro, 48 anni, alla guida di YouDem (la tv via web del Pd) fino all’arrivo di Matteo Renzi alla segretaria del partito (venne sostituita proprio da Sensi) era candidata con Leu nella sua regione, la Toscana ( nata a Viareggio): aveva come avversari Deborah Bergamini di Forza Italia e il sottosegretario alla Giustizia, il magistrato Cosimo Maria Ferri (Pd). Ha vinto la prima con il 28,6%, il secondo stato invece ripescato al plurinominale, mentre Geloni rimasta fuori.

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