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Prove di dialogo con M5S per Zingaretti, Fontana verso giunta a impronta…

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i neo governatori di lazio e lombardia

Prove di dialogo con M5S per Zingaretti, Fontana verso giunta a impronta leghista

Due settimane per mettere a punto gli equilibri di maggioranza. È questo, giorno più giorno meno, il timing che il neo-governatore leghista Attilio Fontana si è dato per la formazione della nuova Giunta regionale della Lombardia con gli alleati del centrodestra dopo la larga vittoria. Nel Lazio invece il presidente confermato Nicola Zingaretti al momento, numeri alla mano, non ha formalmente una maggioranza, con 25 consiglieri, lui compreso, a fronte di un quorum a quota 26. E apre al dialogo con il M5s.

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In Lombardia Giunta a trazione leghista
La data di insediamento del prossimo presidente della Regione non è ancora stata fissata, dipende dalla data di proclamazione da parte della Corte d'Appello di Milano. Per il momento a palazzo si ragiona su una data vicina al 26 marzo.
Da domani ogni momento sarà buono per discutere dei nomi dei nuovi assessori. Numeri alla mano, la nuova Giunta lombarda sarà per forza a trazione leghista. Almeno 6, se non 7 assessori su 12 saranno infatti rivendicati dal partito di Matteo Salvini, che ha eletto 28 consiglieri su 80. L'idea di partenza è di
riorganizzare le deleghe, aggiungendone una all'Autonomia (favorito l'ideologo del referendum, Stefano Bruno Galli) e una alla Montagna, che si prenderebbe competenze in materia ambientale-urbanistica (favorito l'ex presidente della Provincia di Sondrio, Massimo Sertori).

Almeno 4 assessorati per Forza Italia
Il secondo partito del centrodestra terrebbe per sé almeno 4 assessorati, a partire dalla vicepresidenza, oltre alla presidenza del Consiglio regionale. I nomi forti restano quelli dell'attuale vice-governatore, Fabrizio Sala, e dell'assessore
uscente Giulio Gallera, oltre che della neo-eletta Silvia Sardone. Una presenza “più ampia” è stata rivendicata da Ignazio La Russa per Fratelli d'Italia, che con Maroni ha un solo assessore, Viviana Beccalossi.

Lazio, Zingaretti cerca una maggioranza
Nel Lazio Zingaretti, alla ricerca di una maggioranza in Consiglio regionale ha rivendicato un atteggiamento «di apertura, verifica e disponibilità all'ascolto».
La risposta pentastellata di oggi non appare di chiusura, almeno per voce di due consiglieri uscenti e in riconferma: «Apertura no, maturità sì - afferma Devid Porrello - Noi se una cosa era fatta bene l'abbiamo votata. Non abbiamo
pregiudizi, lavoriamo sui temi». Quanto alla sindaca Virginia Raggi le segreterie di Campidoglio e via Colombo stanno lavorando per un incontro la prossima settimana. Sui temi istituzionali, ovvio, ma il clima non sembra il peggiore.

Fdi chiude a possibili alleanze
Sulle barricate invece Fratelli d’Italia: «Non saremo certo noi fare da stampella a Zingaretti. Qualcun altro è stato 'pagato' per farlo», afferma il portavoce regionale Marco Marsilio riferendosi a Sergio Pirozzi. «Noi - rincara la dose lo sconfitto Stefano Parisi - sicuramente non collaboreremo con un governo di
centrosinistra perché credo nell’alternanza: lui ha vinto e lui deve governare. Altrimenti si torni alle elezioni, e stravinciamo».

Fondamentale la partita del bilancio
La linea di Zingaretti, per ora, non sembra tanto quella di cercare un allargamento stabile della maggioranza quanto il possibile consenso (o l'astensione) sul singolo provvedimento. Sarà fondamentale la partita del bilancio, prima dell'estate, ma già molto si chiarirà con la mappa delle commissioni. Intanto si inizia a lavorare sulla giunta. Più facile al momento partire da chi non ci sarà: i dem Mauro Buschini e Fabio Refrigeri, eletti in Consiglio, non resteranno assessori (Zingaretti è contro il doppio incarico).

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