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Fotomontaggi, parodie di film e canzoni riviste: le buche-voragini…

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LA DENUNCIA A COLPI DI IRONIA

Fotomontaggi, parodie di film e canzoni riviste: le buche-voragini di Roma ai tempi dei social

Fotomontaggi, parodie di film e canzoni riviste. Ovvero le buche di Roma ai tempi dei social. C’è il coccodrillo del Nilo che sbuca a fauci spalancate dalla voragine che si è creata sulle strisce pedonali, tra un sampietrino e l’altro. E c’è il signore comodamente seduto su uno sgabbello accanto a una buca-pozza: armato di pazienza attende, con una canna da pesca in mano, che abbocchi qualche pesce. Non può mancare il video con i due che, in sella a una moto pesante, passano sopra una buca, confidando di potercela fare salvo poi scoprire che è molto più profonda del previsto. Risultato: si inabissano, scompaiono letteralmente dalla vista. Moto compresa.

L’ironia impazza su social e catene WhatsApp
Se la procura di Roma ha avviato un’indagine sulle condizioni delle strade della capitale, che in questi giorni di maltempo sono state costellate da buche, vere e proprie voragini che costringono gli automobilisti e il variegato popolo delle due ruote a slalom improvvisati stile rally, i romani denunciano il problema ricorrendo all’arma che da sempre li contraddistingue: l’ironia, quella tagliente. Ecco allora che su social e catene WhatsApp spopolano fotomontaggi scherzosi e irriverenti. Con buona pace del Piano Marshall della Giunta per risolvere l’emergenza.

Soluzioni per tutti i cinefili
È un’operazione di denuncia che ricorda un po’ Pasquino, la “statua parlante” di Roma ai cui piedi il popolo lasciava satire in versi, con cui pungolava i potenti del tempo. I tempi oggi sono cambiati. L’interlocutore privilegiato è il cinema. Dall’hashtag #cinebuche che impazza su twitter, al Nemo protagonista del film di animazione che guizza fuori da una buca, a “Maledetto il giorno che ce so’ cascato”, e poi ancora “Quarto cratere”, “Il meccanico veste Prada” (il riferimento è al picco di lavoro delle officine romane chiamate ad aggiustare semiassi e cerchioni saltati a causa na buca troppo profonda), l’immancabile “Sbanda coi lupi”, “Chiedimi se sono dell’Aci”, fino al romanissimo “Bianco, rosso e cerchione”. Insommma, ce n’è per soddisfare il palato di tutti i cinefili.

I nuovi successi del karaoke
Chiude la sfilza di sfottò un altro hashtag. Questa volta parliamo di musica, e più in particolare di karaoke. Ecco allora #karabuche. Da “Carro attrezzi ti scrivo”, rivisitazione del successo di Dalla, a “La mia panda ha fatto crock”, che riecheggia il titolo del brano di Ivano Fossati. La playlist è infinita e irriverente: “Dieci buche per me posson bastare, dieci buche per me voglio dimenticare”, “Si chiama Buca, buca, buca. L’ho inventato io...”, fino a “I migliori danni della nostra Micra” di Renato Zero. Canta che ti passa, recita un vecchio adagio, sempre attuale. Ma attenzione a dove si mette i piedi. A Roma l’insidia è dietro l’angolo.

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