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Boccia: «Crescita, il Sud ridiventi questione nazionale»

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IL FUTURO DEL PAESE

Boccia: «Crescita, il Sud ridiventi questione nazionale»

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia (Ipp)
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia (Ipp)

Rimettere al centro nel paese la questione industriale, ripartendo dal Mezzogiorno come questione nazionale. Con l’obiettivo di creare più lavoro. «La crescita è la pre-condizione per una maggiore occupazione e per ridurre i divari». Vincenzo Boccia insiste su questo aspetto, intervistato da Lucia Annunziata, su Rai 3, nella trasmissione “1/2h in più”. Nel Mezzogiorno hanno vinto Movimento 5 Stelle e Lega: «È stata un po’ la nostra Brexit, la piccola e media borghesia ha votato in modo diverso rispetto alla sua storia. Il voto era nell’aria. È stato un voto di pancia, contro i partiti tradizionali, non penso ci sia stata una riflessione sul programma. La pancia ha reagito alla distrazione di un ventennio», è la lettura del presidente di Confindustria.

Il Sud torni questione nazionale
«Bisogna creare una dimensione di politica industriale che riparta dal Mezzogiorno come questione nazionale», ha sollecitato Boccia. «Abbiamo posto la questione industriale al centro del paese, siamo cresciuti molto nel Nord», ha constatato il presidente di Confindustria. Ma il Sud, ha aggiunto, da due decenni non ha avuto l’attenzione necessaria. «Non è stata affrontata la questione industria nel Mezzogiorno, l’abbiamo tolta dal dibattito. Ciò ha determinato l’aumento dei divari. Non dimentichiamoci che c’è stato un momento, in passato, in cui l’industria sembrava non avere più valore e che la crescita dipendesse dalla finanza e dai servizi. Invece si è visto che i paesi più industrializzati hanno reagito meglio alla crisi».

Priorità lavoro
È sui divari che occorre intervenire, avendo come missione prioritaria il lavoro. «Lavoro, crescita e debito sono le tre parole del nostro documento delle Assise di Verona», ha ricordato Boccia, sottolineando come il lavoro sia la prima parola. La crescita, appunto, non è un fine a se stesso ma la pre condizione per combattere le disuguaglianze, tenendo sotto controllo il debito. E c’è anche il Sud, insieme al rilancio delle infrastrutture e al taglio del cuneo fiscale sul lavoro, ha sottolineato Boccia, nell’accordo firmato venerdì da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil su contrattazione e relazioni industriali: «le parti sociali hanno dimostrato di compattarsi».

Lo scenario post voto
È sui contenuti e sui provvedimenti che Confindustria valuterà i partiti e il futuro governo. «Non abbiamo paura di nessuno, dialoghiamo con tutti. Siamo autonomi ed equidistanti dai partiti», ha risposto Boccia alle domande della giornalista, con una considerazione: «flat tax più reddito di cittadinanza insieme ci faranno fare un bel debito pubblico». Sulle possibili evoluzioni dello scenario politico per il presidente di Confindustria «il governo prima si fa e meglio è. L’importante è fare le cose bene». Ed ha ricordato le parole del numero uno della Bce, Mario Draghi: «l’instabilità sul lungo termine ci fa del male». Inoltre, ha aggiunto Boccia, «ci sono importanti scadenze europee tra marzo e luglio, si discuterà del bilancio Ue e delle politiche di coesione. Nel 2019 inoltre ci saranno le elezioni in Europa e il mandato al vertice della Bce è in scadenza. Prepararsi a questo è un atto di responsabilità per il paese».

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