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O’Shea, arrabbiato per la sconfitta, difende comunque il lavoro…

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O’Shea, arrabbiato per la sconfitta, difende comunque il lavoro fatto

(Afp)
(Afp)

Non perde la sua grinta Conor O'Shea, commissario tecnico della Nazionale italiana di rugby. Anche dopo che la sua squadra ha perso per 38 a 14 contro il Galles a Cardiff nella quarta giornata del NatWest Sei Nazioni 2018, l'allenatore degli Azzurri continua a difendere i giocatori e il lavoro fatto. Non è soddisfatto, certo, ma neanche deluso: «Sono un po' arrabbiato», afferma in conferenza stampa. Per O'Shea nel gruppo della Nazionale ci sono tanti giovani promettenti che nel futuro faranno la differenza, ora stanno ancora imparando ma le basi ci sono. Il ct incassa le critiche ma risponde a tono.
«Non sono stati fatti i cambiamenti necessari anni fa», sostiene parlando del movimento rugbistico italiano, spiegando che ora lui e i suoi uomini fanno il loro lavoro e i cambiamenti, nel frattempo però gli altri crescono. «Gli altri non ci aspettano, noi continueremo a giocare e a cercare di colmare il gap», continua, sottolineando che comunque ci terrebbe anche a «vincere adesso», al di là del

lavoro di costruzione che sta facendo per il futuro e per tutto il rugby italiano.

I risultati però al momento non stanno arrivando. «Nei primi cinque minuti abbiamo fatto due regali» al Galles, ricorda O'Shea, parlando delle prime due mete segnate dagli avversari e «dopo abbiamo avuto tanto possesso» ma che non si è trasformato in punti sul tabellone. Se una cosa l'Italia deve correggere con urgenza è quella di riuscire a concretizzare le occasioni di gioco create. «Abbiamo avuto tante opportunità e non abbiamo segnato abbastanza», ammette laconico O'Shea, che si lascia scappare anche un «non abbiamo segnato nulla».

Punta sugli errori nei placcaggi l'estremo azzurro Matteo Minozzi, sicuramente uno dei migliori in campo per l'Italia. «È una questione di posizionamento, se non sei messo bene, il placcaggio in avanzamento non lo fai», commenta a fine partita, riconoscendo agli avversari il merito di aver letto facilmente le difficoltà degli Azzurri e di averne saputo approfittare.

Al di là dei meriti del Galles, onestamente brutto e non certo irresistibile, l'Italia ha fallito soprattutto nei primi 10 minuti del secondo tempo quando, invece di sfruttare la superiorità numerica, ha incassato una meta. «Nei primi 10' del secondo tempo dovevamo fare punti e invece sembrava che avessero loro l'uomo in più», aggiunge Minozzi e anche il capitano Sergio Parisse individua in quel frangente uno dei momenti chiave del match. «Dovevamo segnare prima noi, magari saremmo potuti rientrare in partita», afferma Parisse che comunque considera il risultato troppo severo: «Non riflette la vera differenza tra le due squadre» e ha parole di incoraggiamento per i tanti giovani in squadra. «In passato con un inizio di partita del genere (due mete in cinque minuti) avremmo preso 60-70 punti, invece la reazione dei ragazzi è stata positiva», precisa, non nascondendo comunque la delusione «per il tanto possesso che abbiamo avuto e che dobbiamo imparare a concretizzare di più» e per la sua prestazione complessiva in questo Sei Nazioni. «Sono molto esigente – conclude il capitano Azzurro – e sicuramente il mio voto non è sufficiente». Come non lo è quello dell'Italia.

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