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6/10 Dal Jobs act alla Buona scuola

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    Finisce era Renzi, le tappe della segreteria del «Rottamatore»

    La direzione del Partito democratico ufficializza oggi, con la lettera di dimissioni, la fine dell'era del “Rottamatore” Matteo Renzi, unico nella breve storia del partito democratico a ricoprire due mandati, nessuno dei quali però portato a termine. Il primo è durato poco più di tre anni. Il secondo meno di uno. Ecco le tappe principali della segreteria di quello che, nonostante la veloce ascesa e il rapido declino, è il leader più longevo della breve storia del Pd (poco più di 10 anni).

    6/10 Dal Jobs act alla Buona scuola

    Il nome di Renzi è legato soprattutto a due riforme, quella del mercato del lavoro e quella della scuola. La cosiddetta “Buona scuola”, tra le altre cose, prevede un piano straordinario di assunzioni, con un correlato piano straordinario di mobilità; e cerca di rafforzare l'autonomia delle scuole con i piani triennali dell'offerta formativa e con l'organico dell'autonomia (funzionale alle esigenze della scuola). Ma la riforma viene accolta con freddezza se non con aperta ostilità dalla maggioranza del corpo insegnante. Quanto alla riforma del Mercato del Lavoro detta Jobs Act viene introdotto il contratto unico a tutele crescenti con abolizione quasi totale dell'Articolo 18 dello statuto dei lavoratori. In caso di licenziamento senza giusta causa il lavoratore ha diritto solo a un indennizzo in denaro, proporzionale agli anni di servizio.

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