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Governo, Di Maio: «Non contempliamo ipotesi di esecutivi…

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incontro con la stampa estera

Governo, Di Maio: «Non contempliamo ipotesi di esecutivi istituzionali»

«Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale e di governo di tutti: gli italiani hanno votato un candidato premier, un programma e una squadra». Ospite dell'associazione della Stampa Estera in Italia, nella sede di via dell'Umiltà, a Roma, il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ribadisce i punti fermi del Movimento per la possibile road map per uscire dall'impasse post elezioni. Il programma «non estremista» del M5S - spiega ai corrispondenti esteri - «è la nostra unica bussola. Per noi la volontà del popolo è sacra», ed è «una linea coerente con una forza politica che vuole andare al governo», sottolinea. In un altro passaggio, torna però l'appello «alla responsabilità di tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito. Dobbiamo liberare l'Italia. Le forze politiche stanno chiedendo di tornare a votare? A noi non spaventa».

«Per governo indisponibili a immaginare squadra diversa da nostra»
Per fugare cogni dubbio sulla linea del Movimento il candidato premier Di Maio conferma poi di pensare solo «ad avviare questa legislatura», e non alla legge elettorale, che potrebbe costituire l'obiettivo principale di un Governo di scopo di breve durata, come auspicato qualcuno. L'approdo a palazzo Chigi è alla portata del M5S, quindi «non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella che la volontà popolare ha espresso con il 32,5% dei voti», aggiunge Di Maio, anche perché «la seconda forza politica è a oltre 10 punti da noi» e «c'è stata una grande investitura nei confronti del M5S».

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Tempi maturi per una riflessione sui parametri Ue
Molte domande dei giornalisti presenti riguardano ovviamente l’atteggiamento del primo partito italian l'Europa e verso Bruxelles e i suoi vincoli di bilancio. In questi anni è «cambiato lo scenario europeo, i singoli paesi hanno un peso specifico diverso. Crediamo che in questo momento ci siano molto più margini di riflessione all'interno dello spazio monetario europeo cosa che nel 2014 sembrava più lontano: allora c'era un blocco monolitico, impossibile da scalfire», argomenta Di Maio. Poi sollecita «una riflessione», sulla possibilità di rivedere i parametri. L'Italia è «un Paese che dà tanto a questa comunità e che è un Paese che si prende sulle spalle gran parte della crisi migratoria». Quindi, spiega, «vogliamo ridiscutere» molti capitoli del Trattato Ue, e «Francia e Germania mi pare aprano ad uno spiraglio di cambiamento su deficit e Pil».

«Tutti per superare tetto 3%, ora vediamo come»
Poi tocca il tasto delicato dello sforamento del paletto del 3% sul rapporto deficit/Pil. «Mi pare che ormai tutti concordino che vada rivisitato o superato, ora vediamo come. Se andassimo al governo sarei contento di discutere a quei tavoli su come rivedere i parametri sugli investimenti: noi abbiamo a cuore l'idea di ridurre il debito pubblico ma con misure espansive». Cambiare ma non stravolgere, è il mantra di Di Maio, che conclude garantendo «misure economiche sempre ispirate alla stabilità del Paese». «Con noi l'Italia - rimarca - resterà nell'Unione europea, nell'Occidente, nella Nato».

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