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Zanon, la Consulta respinge le dimissioni: «Rispetto e massima…

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Indagato di Peculato d’uso

Zanon, la Consulta respinge le dimissioni: «Rispetto e massima fiducia per il giudice»

La Corte Costituzionale respinge le dimissioni del giudice Nicolò Zanon, indagato dalla Procura della Repubblica di Roma con l’accusa di peculato d’uso. Avrebbe - secondo le ipotesi del procuratore aggiunto Paolo Ielo - fatto utilizzare la sua automobile di servizio alla moglie. Stando alla ricostruzione investigativa, il mezzo sarebbe stato utilizzato per viaggi di piacere. La Consulta, pur nella massima fiducia per il lavoro della magistratura, ha precisato che «ritiene di non accogliere» le dimissioni presentate nella tarda serata di lunedì dal giudice, nominato nel 2014.

Il peculato d’uso: la moglie ha utilizzato l’automobile istituzionale
Il giudice costituzionale Zanon, per la Procura di Roma, avrebbe fatto utilizzare alla moglie la macchina a lui in uso. L’ipotesi di reato è stata contestata dal procuratore aggiunto capitolino Paolo Ielo, che la scorsa settimana ha interrogato Zanon per chiedere conto della contestazione. L’indagato, che lunedì ha rassegnato le dimissioni, ha negato l’accusa di peculato d’uso ed ha spiegato di essere «sereno» ed ha aggiunto che «conto di poter dimostrare l’assoluta insussistenza del reato che mi viene contestato. Tuttavia per rispetto dell’etica istituzionale e della funzione che ricopro, nonché per il rispetto che porto verso il presidente della Corte Costituzionale, ho ritenuto di presentare le mie dimissioni».

La nota della Consulta: respinte le dimissioni
Nella sera di martedì la Consulta si è espressa sulle dimissioni. «Pur comprendendo e apprezzando la sensibilità istituzionale dimostrata dal giudice Zanon con le sue dimissioni - motivate con un forte richiamo al rispetto dell’etica pubblica e della funzione ricoperta – la Corte, allo stato della procedura, ritiene di non accoglierle». Nella nota, inoltre, si legge che «in attesa che la magistratura concluda l’indagine in corso sul giudice costituzionale Nicolò Zanon per il reato di peculato d’uso, in relazione all’utilizzazione dell’autovettura assegnatagli dalla Corte Costituzionale in base al proprio regolamento, oggi pomeriggio il giudice Zanon ha voluto informare la Corte sui fatti addebitatigli dalla Procura della Repubblica di Roma e spiegare le motivazioni che lo hanno indotto, nella serata di ieri, a presentare al presidente della Corte le sue dimissioni dall’incarico di giudice, pur nella convinzione dell’insussistenza del reato. Fermo restando il pieno rispetto e la massima fiducia per il lavoro della magistratura e auspicando una rapida conclusione dell’iter giudiziario, la Corte costituzionale conferma pieno rispetto e massima fiducia anche nei confronti del giudice Zanon».

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