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Salvini: aperti a proposte per governo, ma non con il Pd

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al leader mandato per sciogliere nodo presidenze

Salvini: aperti a proposte per governo, ma non con il Pd

«Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni e quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti». Così il leader della Lega incontrando la stampa estera ribadisce il suo "no" a un accordo per un esecutivo che comprenda anche il Pd.

«A Mattarella indicazione per Salvini premier»
Salvini sottolinea la necessità di un governo «in piena carica appena possibile», facendosi carico del mandato ricevuto dal centrodestra di sciogliere il nodo della presidenza delle Camere. E assicura di «non avere la smania di fare il premier a tutti i costi», anche se fa sapere che «c'è l'accordo che l'indicazione che verrà fatta al presidente della Repubblica, se e quando verremo convocati, sarà quella di premier per Matteo Salvini come coalizione vincente delle elezioni». In ogni caso, il segretario leghista ha detto che «l'estrema ratio, che non mi fa paura, è tornare al voto, ma cerco di fare sì che sia l'ultima possibilità».

«Porterò al Colle programma per 10 anni»
Ai cronisti Salvini spiega di star «lavorando per portare al presidente della Repubblica e al Parlamento un programma che duri 10 anni perché la nostra ambizione è portare fuori il Paese dalle sabbie mobili, a partire dal lavoro, flat tax, cancellazione della legge Fornero e quindi pensione, stabilizzazione del lavoro e quindi l'opposto della precarizzazione imposta da Bruxelles».

«Di Maio? Se il progetto è ok no a pregiudizi su ruoli»
Tra lei e Di Maio c'è una contesa sui ruoli? «Non mi interessa chi vince - ha risposto Salvini - abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l'Italia più federale e meno burocratica». «Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto - ha aggiunto siamo ben contenti di accoglierli. Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto: se c'è condivisione di progetto ragioniamo».

Via libera a Salvini per sciogliere nodo presidenzedelle Camere
Le dichiarazioni del segretario leghista arrivano dopo il vertice notturno del centrodestra a Palazzo Grazioli, sede romana del Cavaliere, al termine del quale Salvini ha ricevuto da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni il mandato a incontrare M5S e Pd per cercare una soluzione per le presidenze di Camera e Senato. «Per quanto riguarda le presidenze delle Camere - ha detto Salvini - mi faccio carico del mandato del centrodestra di contattare tutti i leader di partito per capire desideri e esigenze e poi attenderemo le scelte del presidente della Repubblica, confidando che l'Italia abbia il prima possibile un governo in piena carica e non vorremo che a Bruxelles, anzi a Berlino abbia già preparato le politiche economiche per i prossimi 7 anni. Vogliamo un'Italia da protagonista».

Delegazione unica per le consultazioni al Quirinale
Il faccia a faccia, il primo dopo le elezioni politiche, serviva ai leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia per fare il punto sulla situazione politica e sui vari nodi da sciogliere tra cui quello della decisione dei presidenti dei due rami del Parlamento. Uno degli obiettivi era quello di mandare un segnale rassicurante sulla compattezza del centrodestra alla vigilia di impegni importanti come la partita sulle presidenze delle Camere e poi le consultazioni al Quirinale. Un appuntamento dove la coalizione andrà insieme proprio per non lasciare spazio a dubbi sulle intenzioni dei singoli componenti dello schieramento e aumentare le chances di ricevere dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il mandato per formare una maggioranza parlamentare.

La partita delle presidenze
Sulle presidenze delle Camere restano le aspirazioni dei singoli partiti. Forza Italia vorrebbe che la presidenza di Palazzo Madama andasse a Paolo Romani che godrebbe anche del sostegno dei dem. Il segretario del Carroccio punta invece ad assegnare le presidenze delle due camere ai partiti usciti vincitori dalle urne, quindi la Lega (che propone Giorgetti per Montecitorio) e il pentastellato Toninelli (a Palazzo Madama). La linea della Lega non piace molto agli azzurri, ma nessuno cerca uno scontro tra alleati. Molto dipenderà dalla soluzione che troverà maggior sostegno in Parlamento, e la situazione rimarrà quindi interlocutoria almeno fino al termine del giro di contatti che Salvini avrà nei prossimi giorni.

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