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Fitch conferma il rating dell’Italia ma avverte: «Difficile…

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Fitch conferma il rating dell’Italia ma avverte: «Difficile formare un governo stabile»

Fitch conferma il rating dell'Italia a «BBB» con outlook stabile. Lo afferma l'agenzia in una nota, prevedendo un debito pubblico al 128,8% del pil nel 2019. «Ci attendiamo solo una riduzione graduale dell'estremamente elevato debito pubblico». «Il risultato delle elezioni del 4 marzo ha reso la formazione di un governo stabile difficile, aumentando le possibilità di un allentamento di bilancio e di un ulteriore indebolimento delle prospettive sul fronte delle riforme strutturali», afferma l’agenzia commentando l’esito delle elezioni del 4 marzo che non hanno portato a una maggioranza in Parlamento.

Fitch nota come l'«elevato grado di frammentazione politica limiterà probabilmente la capacità del prossimo governo di rispettare le promesse elettorali». Le trattative per una coalizione «saranno difficili e probabilmente prolungate, e non è chiaro» come le piattaforme dei diversi schieramenti «possano convergere, rendendo la composizione del prossimo governo incerta». Fra i fattori chiave da tenere in considerazione - aggiunge l'agenzia di rating - c'è il Movimento 5 Stelle e la sua propensione al compromesso, ma anche se il Partito democratico sarà disponibile a formare un governo con il centro destra o con il partito di Luigi di Maio.

Al di là della politica, Fitch nota come sul fronte dei conti pubblici l'Italia stia beneficiando di una ripresa superiore alle attese, con il pil salito dell’1,5% nel 2017 dopo il +0,9% del 2016: per quest'anno Fitch stima una crescita dell’1,5%, mentre per il 2019 dell'1,2%. Gli «investimenti e i consumi privati, saliti del 3,7% e dell'1,3% nel 2017, dovrebbero restare» i motori della crescita, anche se per tutti e due «ci sono rischi al ribasso legati all'incertezza politica». Il debito pubblico è atteso calare solo gradualmente, e nel 2019 si attesterà al 128,8 per cento.
Il settore bancario «è migliorato di recente ma restano delle debolezze» aggiunge Fitch, notando come nonostante il calo i non performing loan restano elevati. Anche la redditività è una «relativa debolezza per il sistema bancario italiano, con l'impatto negativo dei bassi tassi di interesse e la modesta crescita del credito compensati solo in parte dalle commissioni e dalla riduzione dei costi».

Negli ultimi mesi non si segnalano cambiamenti di rating da parte delle tre maggiori agenzie. L’ultima modifica, per certi versi storica, risale all’ottobre scorso, quando Standard & Poor's ha promosso l’Italia a «BBB/A-2» con outlook stabile da «BBB-/A-3». «Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita - ha scritto l’agenzia - sostenute da un aumento degli investimenti e dalla crescita dell’occupazione, ma anche dalla politica monetaria espansiva», si legge nella nota dell’agenzia di rating. L’Italia non riceveva una promozione del suo rating sovrano da una delle principali agenzie internazionali dal 2002. Da Standard & Poor's l’unica promozione per l’Italia risale addirittura al 1988.

Ora tuttavia il quadro politico italiano è molto incerto e quindi le agenzie di rating restano alla finestra in attesa di capire quale tipo di governo si formerà e soprattutto quali politiche di bilancio adotterà.

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