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Biagi, a Modena scritte contro il professore ucciso 16 anni fa dalle Br

l’anniversario della morte del giuslavorista

Biagi, a Modena scritte contro il professore ucciso 16 anni fa dalle Br

Alcune delle scritte comparse, in occasione del sedicesimo anniversario dell’uccisione da parte delle nuove Brigate rosse del giuslavorista Marco Biagi sui muri della facoltà di economia di Modena
Alcune delle scritte comparse, in occasione del sedicesimo anniversario dell’uccisione da parte delle nuove Brigate rosse del giuslavorista Marco Biagi sui muri della facoltà di economia di Modena

«Marco Biagi non pedala più, onore a Mario Galesi, onore ai compagni combattenti». Sono alcune delle scritte comparse, in occasione del sedicesimo anniversario dell’uccisione da parte delle nuove Brigate rosse del giuslavorista Marco Biagi sui muri della facoltà di economia di Modena, dove insegnava e dove sono in programma iniziative per ricordarlo. Ne ha dato notizia Michele Tiraboschi, storico collaboratore di Biagi, che ha pubblicato le foto su Facebook.

Si indagherà per apologia terrorismo
Il procuratore di Modena Lucia Musti ha assicurato: «La Digos trasmetterà in tempi strettissimi alla Procura di Modena un informativa contro ignoti. Il reato potrebbe essere quello previsto dall’articolo 414 del codice penale: apologia di reato finalizzata a reati di terrorismo». «In questo caso - ha concluso Musti - la competenza è della Procura distrettuale antiterrorismo di Bologna».

L’amarezza del figlio Lorenzo
«Lo Stato ha abbandonato mio padre. Mio padre aveva una scorta fino a pochi mesi prima di essere ucciso, fino al novembre del 2001. Per cui penso che il fatto che gli sia stata tolta senza motivo o comunque con una grande sottovalutazione del pericolo sia una cosa molto grave». Così il figlio di Marco Biagi, Lorenzo, è tornato sul caso della mancata scorta al giuslavorista ucciso a Bologna dalla Nuove Br. «Spero - ha aggiunto Lorenzo a margine del ricordo del padre a pochi metri dal luogo dell’omicida - che questo non capiti più ad altre persone o altre figure come lui». Lorenzo Biagi ha anche commentato le parole dell’ex Br Barbara Balzerani che qualche giorno fa aveva detto che quello della vittima è diventato «un mestiere». «Provo un grande disgusto nei confronti di questa frase - ha commentato il figlio di Biagi - anche perché offende noi vittime e tutte le persone che hanno sofferto. Io, ad esempio, come figlio di Marco Biagi e come vittima penso che ci dovrebbe essere più rispetto nei confronti di noi vittime perché una farse del genere credo che sia completamente irrispettosa nei nostri confronti».

Il ricordo di Mattarella e della politica
Anche il capo dello Stato ha ricordato oggi l’assinio del professor Biagi. «Sono trascorsi sedici anni dal crudele agguato in cui venne ucciso Marco Biagi e la ferita inferta dai terroristi assassini è ancora aperta nella nostra comunità civile» ha detto Sergio Mattarella rinnovando la sua vicinanza alla famiglia di Biagi e anche «a quanti hanno continuato in questi anni a sviluppare i temi della ricerca di Biagi, approfondendo e ampliando il confronto, cercando soluzioni positive alle domande poste dai mutamenti profondi del lavoro e dei mercati, tentando di tenere insieme le esigenze di competitività del sistema con i principi costituzionali di equità e di giustizia sociale». Il ricordo di Biagi, per un giorno, è riuscito ad unire tutti i partiti dell’arco costituzionale, dal Pd («uno studioso che aveva capito prima di altri l’evoluzione del mercato del lavoro» dice Andrea Marcucci), al centrista Pierferdinando Casini («è uno dei dolori, delle pagine buie di Bologna che si rinnovano ogni anno, come è giusto») a Forza Italia («Marco Biagi è stato un amico, una persona perbene, un riformista autentico, vittima del terrorismo, dell’intolleranza, della supponenza ideologica e del rifiuto del confronto democratico»).

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