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Si tratta sulle presidenze. I Cinque Stelle fermi sulla richiesta della…

no del m5S a condannati e indagati

Si tratta sulle presidenze. I Cinque Stelle fermi sulla richiesta della Camera

Due giorni ancora e il nuovo Parlamento in via di costituzione sarà chiamato a scegliere i presidenti del Senato e della Camera, atto prima della legislatura. Giorni fitti di contatti e incontri a tutti i livelli trai partiti. «Saremo decisivi per l'elezione di entrambi e abbiamo chiesto la presidenza della Camera perché qui ci sono più vitalizi da tagliare». È il messaggio del capo politico del M5S nell'auletta dei gruppi a Montecitorio, la sala più grande dove sono riuniti oggi i 227 neoeletti alla Camera tra le fila del Movimento. Per Di Maio il presidente della Repubblica gestirà nel migliore dei modi questa fase e viene formulato apprezzamento per il fatto che il Quirinale «non stia mettendo fretta alle forze politiche».

Il rebus delle convergenze
Ora come ora i partiti maggiori tendono a voler tener separata la partita della guida delle assemblee da quella del governo. Sempre il leader pentastellato ha spiegato ieri che dei ministri si parla col Capo dello Stato, «dei temi con i partiti». Sul tema della presidenze dal Pd Guerini è arrivato l’altolà a nomi «a scatola chiusa» confermando la richiesta di profili di garanzia e autorevolezza. I capigruppo del M5S Toninelli e Giulia Grillo vedono prima Giorgetti della Lega e poi i capigruppo di Forza Italia Brunetta e Romani. «Abbiamo ribadito il concetto della nostra contrarietà ai condannati e agli indagati», spiega Toninelli al termine dell'incontro con la delegazione azzurra. Sulle consultazioni dei gruppi Toninelli aggiunge che è una questione metodologica disgiungere le presidenze dalla formazione del governo. Questo giro di incontri è sulla formazione degli uffici di presidenza ed i rinnovi dei vertici delle Camere». Oggi al Nazareno la riunione della segreteria del Partito democratico, la prima da quando Maurizio Martina è reggente.

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Casaleggio al Washington Post, M5s inarrestabile
Intanto la riunione di oggi a Montecitorio è oggetto di post entusiastici da parte dei deputati pentastellati come Laura Castelli («la prima riunione del gruppo parlamentare Camera. Sono molto felice! Questa è la nuova squadra con la quale continueremo la nostra rivoluzione gentile»). In un intervento sul Washington Post che appare sul blog delle Stelle Davide Casaleggio riassume le ragioni del successo. «Il Movimento 5 Stelle è un vento inarrestabile che continuerà a crescere, perché appartiene al futuro. I cittadini chiedono una vera democrazia, esprimono direttamente la loro voce e non sono più ostacolati dall'establishment». Il M5s «fondato nel 2009, ha raggiunto un successo storico tra le democrazie occidentali grazie all'utilizzo di Internet. Il Movimento è oggi la prima grande compagine politica digitale al mondo. È nato e cresciuto in rete, sostenuto esclusivamente dalle donazioni dei comuni cittadini. I suoi obiettivi sono definiti dai cittadini, non dai vecchi partiti moribondi, con la missione di porre fine alla corruzione, combattere l'evasione fiscale, ridurre le tasse, proteggere l'ambiente, migliorare l'istruzione e accelerare l'innovazione. La nostra esperienza - continua Casaleggio - è la prova di come la rete abbia reso
obsoleti e diseconomici i partiti e più in generale i precedenti modelli organizzativi». L’obiettivo è un milione di iscritti. «La stella polare del Movimento è la partecipazione dei suoi iscritti. Sono loro a determinare le decisioni più importanti che il Movimento deve prendere e la direzione che prenderà in futuro».

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