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Regeni, il pm Zucca: i nostri torturatori ai vertici della polizia

via arenula acquisirà gli atti

Regeni, il pm Zucca: i nostri torturatori ai vertici della polizia

I genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola (Ansa)
I genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola (Ansa)

«I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all'Egitto di consegnarci i loro torturatori?". Lo ha detto il sostituto procuratore della Corte di Appello, Enrico Zucca, tra i giudici del processo Diaz e con riferimento a ciò che accadde al G8, intervenendo oggi a Genova un dibattito sulla vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato e ucciso in Egitto nel 2016. «L'11 settembre 2001 e il G8 - ha affermato il pm - hanno segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali. Lo sforzo che chiediamo a un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper far per vicende meno drammatiche».

In serata è arrivata la notizia che il ministero della Giustizia acquisirà gli atti relativi alle dichiarazioni di Zucca durante il dibattito. Via Arenula, a quanto si apprende, acquisirà sia gli atti cartacei che, se disponibili, video.

Chi era Giulio Regeni

Zucca aveva già criticato l'operato della polizia
Già in passato, e più volte, il pm Zucca aveva duramente criticato l'operato della Polizia con riferimento ai fatti di Genova: in particolare, in un dibattito pubblico aveva parlato di una «totale rimozione» delle vicende del G8 e del rifiuto per anni da parte della polizia italiana, diversamente da quella straniera, di «leggere se stessa» per «evitare il ripetersi» di errori. Immediata era stata la reazione dell'allora capo della polizia Alessandro Pansa che, d'intesa col ministro
dell'Interno dell'epoca Alfano, aveva lamentato la lesione dell'onorabilità della polizia, chiedendo al Guardasigilli Orlando l'avvio di un'azione disciplinare nei confronti di Zucca. Magistratura Democratica e la giunta dell'Anm si erano schierate in difesa del pm ('a tutela' del quale era stata anche chiesta l'apertura di una pratica al Csm), sottolineando come il suo ragionamento non aveva inteso mettere in discussione l'onorabilità della polizia.

I genitori di Regeni: siamo stati abbandonati
«Ho fiducia nella legge, negli avvocati bravi e nella stampa buona e abbiamo tanta solidarietà dai social» ha detto Paola Regeni, madre di Giulio, durante il dibattito, ma «ci aspettavamo di più da chi ci governa: dal 14 agosto quando il premier Gentiloni ci ha annunciato che l'ambasciatore tornava in Egitto, siamo stati abbandonati». «Siamo decisi ad andare avanti anche a piccoli passi», ha aggiunto il padre Claudio, sottolineando che «combattiamo per Giulio ma anche per tutti quelli che possono trovarsi in situazioni simili a quelle che lui ha vissuto», ha sottolineato.

L'avvocato della famiglia: il corpo di Giulio parla da solo
L'avvocato difensore della famiglia Alessandra Ballerini ha ricostruito i depistaggi e la vicenda: «Il corpo di Giulio - ha detto - parla da solo e si difende da solo. Siamo arrivati a nove nomi delle forze di polizia implicati». Al dibattito sono intervenuti anche il giudice Domenico Pellegrini, che ha ricordato che «ci vuole un organismo internazionale come l'Onu che garantisca la mutua collaborazione e la tutela dei diritti dei singoli» e il presidente dell'Ordine degli avvocati di Genova, Alessandro Vaccaro, che ha anche espresso la sua solidarietà alle decine di avvocati arrestati in Turchia.

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