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Riforma banche popolari: i tre punti alla valutazione della Corte…

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Riforma banche popolari: i tre punti alla valutazione della Corte Costituzionale

La riforma delle banche popolari in discussione alla Corte Costituzionale. La Consulta dovrà valutare la presunta illegittimità costituzionale della norma - che ha previsto la trasformazione degli istituti popolari in società per azioni - relativamente a tre aspetti principali. Il primo riguarda la «limitazione» al diritto di recesso delle azioni, che avrebbe precluso la possibilità di vendita agli azionisti contrari alla trasformazione della banche; il secondo è legato al potere di regolamento di Bankitalia; il terzo attiene all’adozione della norma, attraverso un decreto legge ma senza che ci fossero i presupposti dell’urgenza.

Lo strumento giuridico del decreto legge
I giudici dovranno chiarire se ci fossero i presupposti di necessità e urgenza per procedere per decreto legge in questa materia. Se questo rilievo fosse accolto, l’intera norma verrebbe travolta. In realtà, però, su questo punto la strada dovrebbe già essere tracciata: nel dicembre 2016 la Corte Costituzionale si è già espressa su un ricorso della Regione Lombardia contro il decreto sulle popolari e lo ha rigettato, affermando che il governo aveva agito per adeguare il «sistema bancario agli indirizzi europei» e per rispondere alle «forti sollecitazioni del Fondo monetario internazionale e dell’Ocse». La Consulta, inoltre, stabilì in quell’occasione che la soglia di 8 miliardi come indice per il passaggio a Spa è da considerare congrua.

Il diritto di recesso delle azioni e il potere di regolamento di Bankitalia
Aspetto più spigoloso attiene al diritto di recesso delle azioni da parte del socio contrario alla trasformazione dell’istituto in spa. Questo aspetto è, dunque, lo snodo centrale di tutto il procedimento davanti alla Consulta. La decisione è molto attesa: più di tutti, dalle uniche due banche che hanno “congelato” la trasformazione di spa, ossia la popolare di Bari e di Sondrio. Tra l’altro il fondo Amber, salito quasi al 6% in Sondrio, ha depositato un atto di intervento contro i soci ricorrenti: una battaglia nella battaglia, quindi. Ma in generale a voler capire che direzione imprimerà la Consulta è tutto il sistema, dove istituti più piccoli hanno messo in stand by possibili processi di aggregazione in attesa della sentenza. Infine, il Consiglio di Stato ha dubitato della legittimità costituzionale anche nella parte in cui si attribuisce alla Banca d’Italia il potere di disciplinare le modalità dell’esclusione del diritto di recesso «anche in deroga a norme di legge».

L’insider trading: venerdì l’udienza sulla richiesta di archiviazione
Ma se da una parte in ballo c’è la regolarità della norma, dall’altra c’è anche un altro aspetto ancora da chiarire: il presunto insider trading sul decreto di riforma delle popolari. Ossia, la diffusione di informazioni riservate sul contenuto della norma, che ha portato la Procura di Roma a procedere contro Gianluca Bolengo, amministratore della IntermonteSim, società che compie gli investimenti per conto dell’imprenditore Carlo De Benedetti. I pm hanno formalizzato una richiesta di archiviazione per Bolengo, ma il giudice per le indagini preliminari ha fissato una udienza di discussione che si svolgerà in settimana. Le ipotesi al vaglio del giudice riguardano le presunte diffusioni di informazioni fatte dall’ex premier Matteo Renzi a De Benedetti, notizie che sarebbero state utilizzare per compiere speculazioni.

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