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Il mistero dei dischetti di plastica: ora invadono anche le spiagge di…

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Il mistero dei dischetti di plastica: ora invadono anche le spiagge di Capalbio

Migliaia di dischetti di plastica hanno invaso le spiagge di Capalbio (Grosseto), in particolare tra Graticciaia e Macchiatonda. Continuano gli avvistamenti sulle spiagge del Mar Tirreno, partite dal Golfo di Napoli e arrivate oltre Piombino. Ci sarebbero stati anche degli avvistamenti in provincia di Pisa. La denuncia - ultima di una serie - è arrivata dal sindaco Luigi Bellumori che in una nota egnala una «situazione incredibile» per i filtri «evidentemente trasportati dalle onde del mare nel corso delle mareggiate tra il 12 e il 14 marzo». Il fenomeno, ha sottolineato, oltre a «essere molto esteso è anche visibile e percettibile a distanza: oltre ai riscontri personali fatti attraverso sopralluoghi ci sono arrivate decine e decine di segnalazioni dai frequentatori del litorale». Il fenomeno in Toscana ha interessato la costa fino a Piombino, ma alcuni avvistamenti sarebbero stati fatti anche in una frazione di Pisa.

Dischetti di plastica spiaggiati: sversamento da depuratore o da container

La denuncia di Clean Sea Life
I primi a denunciare il fenomeno sono stati quelli di Clean Sea Life, progetto cofinanziato dall'Unione europea che vuole accrescere l’attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti in mare e sulle spiagge, invitando i cittadini ad adottare le migliori pratiche di prevenzione e gestione dei rifiuti marini. Secondo le ipotesi più accreditate, messe in luce dalla portavoce del progetto Eleonora de Sabata, potrebbero essere dischetti di plastica retinata fuoriusciti da sistemi di depurazione delle acque o da un container sversato in mare. L’invito di Clean Sea Life è quello di armarsi di guanti e raccogliere i dischetti sulle spiagge (importante, spiega Eleonora de Sabata, segnalare su info@cleansealife.it con foto e data di quando sono stati visti per la prima volta). Sono dischetti di plastica bianca, cinque centtimetri di diametro, con una griglia retinata all’interno. Somigliano a quelle delle cialde del caffé, ma sono più grandi.

Arenili aggrediti dai rifiuti
Per il sindaco di Capalbio «l'ennesimo inquinamento del mare e delle spiagge ripropone drammaticamente le condizioni in cui versano gli arenili, continuamente aggrediti non solo dall'erosione marina ma anche dai rifiuti. Aspettiamo di saperne di più anche dal ministero che sta approfondendo le due ipotesi del container disperso in mare o dei filtri di particolari depuratori. I responsabili di questo ultimo scempio, con centinaia di migliaia di filtri riversati sugli arenili tirrenici, dovranno essere individuati e duramente sanzionati».

La mappa di Clean Sea Life delle spiagge dove sono stati rinvenuti i dischetti di plastica

Allertato anche il ministro dell'Ambiente. «Tramite il comando delle Capitanerie
di porto - ha sottolienato con un tweet la sottosegretaria al ministero dell'Ambiente, Silvia Velo - il ministero dell'Ambiente sta seguendo il fenomeno dei dischetti di plastica spiaggiati. Massimo impegno da parte mia. Due le ipotesi: o provengono da un container disperso in mare o da determinati depuratori». Il Codacons ha presentato un esposto alle procure di Napoli, Salerno, Latina, Roma, Civitavecchia e Grosseto, chiedendo di indagare per disastro ambientale, a carico di ignoti.

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