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Prima accoglienza migranti: nel 2016 lo Stato ha speso 1,7…

L’INDAGINE DELLA CORTE DEI CONTI

Prima accoglienza migranti: nel 2016 lo Stato ha speso 1,7 miliardi, l’Ue 46 milioni

(foto Ansa)
(foto Ansa)

Il costo della “prima accoglienza” degli immigrati che giungono in Italia nel 2016 è stato per 1,7 miliardi (almeno) sulle spalle dello Stato italiano, contro poco più di 46 milioni messi sul tavolo dalla Ue. A delineare questo quadro è l’indagine “La prima accoglienza” degli immigrati: la gestione del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo 2013-2016” pubblicata dalla Corte dei Conti. Vediamone nel dettaglio alcuni punti di maggiore rilevanza.

Lo squilibrio con l’Ue nella copertura dei costi
Per l’accoglienza degli immigrati in Italia, nel 2016, il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, gestito dal Viminale, ha registrato impegni finanziari per 1,7 miliardi di euro (1,29 miliardi per la prima accoglienza, 266 milioni per la seconda accoglienza e 111,5 milioni per quella dei minori stranieri non accompagnati), senza includere i costi cosiddetti “indiretti”. A fronte di questo, la Ue, nello stesso anno, ha contribuito con finanziamenti per 46,8 milioni di euro (dall’agenzia Frontex sono stati messi a disposizione 8,1 milioni e dal Fondo asilo, migrazione e integrazione sono arrivati 38,7 milioni), pari soltanto al 2,7% dell’onere gravato sul bilancio dello Stato. A ciò si aggiunge il costo delle mancate ricollocazioni di migranti negli altri stati europei, che alla data del 15 ottobre 2017, ammonta a non meno di 762,5 milioni.

Nel 2016 respinte oltre cinque richieste su dieci
Nel 2016 il 56% delle richieste è stato respinto e solo il 13% dei richiedenti ha ottenuto lo status di rifugiato. La maggioranza dei richiedenti è costituita da “migranti economici” che non fuggono da situazioni di aperto conflitto, ma partono dal paese di origine spinti dall’aspettativa di migliorare la proporia vita.

“Il costo giornaliero pro capite medio che nel 2013 è oscillato da un minimo di 4,97 euro per la Sicilia e 11,63 euro per la Puglia, fino a un massimo di 56,16 euro per l’Emilia Romagna”

Indagine Corte dei conti su la “prima accoglienza” degli immigrati (2013-2016) 

Le forti differenze a livello regionale nel 2013
Dal punto di vista della spesa sostenuta per l’accoglienza, ci sono differenze tra le regioni italiane e lo squilibrio varia di anno in anno. Emblematico, ad esempio, è il costo giornaliero pro capite medio che nel 2013 è oscillato da un minimo di 4,97 euro per la Sicilia e 11,63 euro per la Puglia, fino a un massimo di 56,16 euro per l’Emilia Romagna (solo per il centro di identificazione ed espulsione di Modena la spesa è stata di 167,81 euro pro capite).

Nel 2015 il divario è meno accentuato
Due anni dopo, nel 2015, il divario in eccesso per l’Emilia-Romagna rispetto alle altre regioni è decidsamente diminuito e il costo pro capite medio è sceso a 33,48 euro. Sostanzialmente stabili sono stati gli oneri sostenuti nelle regioni di primo arrivo: sono stati spesi in media 12,17 euro pro capite al giorno in Puglia e 5,53 euro in Sicilia.

Per 10 regioni costi dai 30 ai 35 euro pro capite al giorno
La maggior parte delle regioni (10), per il 2015, ha registrato costi che sono da ricomprendersi in un range che va dai 30 ai 35 euro pro capite al giorno. Quelli che hanno avuto una permanenza media più lunga sono stati i migranti adulti ospitati nelle strutture di prima accoglienza di Puglia, Umbria, Sicilia, Sardegna e Piemonte. La gestione di ogni domanda di asilo è costata in media 203,95 euro, senza calcolare i costi per le eventuali fasi di giudizio a cui gli immigrati, ricorrendo al gratuito patrocinio, hanno la possibilità di accedere per impugnare i provvedimenti di diniego.

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