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Rifugiati e imprese: 50 casi di successo

in assolombarda premio per l’integrazione

Rifugiati e imprese: 50 casi di successo

(Fotogramma)
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Sono piccole, medie e grandi imprese di tutta Italia e di diversi settori. Hanno favorito l'inserimento nel lavoro dei rifugiati: il segno più concreto di integrazione dei migranti. Oggi in Assolombarda a Milano saranno premiate dall’Unhcr-agenzia Onu per i rifugiati, alla presenza di Gabriella Magnoni Dompé (presidente advisory board “responsabilità sociale delle imprese” dell’associazione imprenditoriale), Felipe Camargo (rappresentante Sud Europa Unhcr) e i rappresentanti della prefettura, del Comune e della Commissione europea .

Gli obiettivi del progetto
La premiazione è il momento finale di un progetto sostenuto dai ministeri del Lavoro, dell’Interno e da Confindustria: le imprese prescelte potranno fregiarsi del logo “Welcome – Working for Refugee Integration”. Per dare così visibilità sul territorio al loro impegno. Sono già aperte le candidature per il 2018 sul sito www.unhcr.it. Le aziende premiate si sono distinte per aver fatto assunzioni di migranti con una protezione internazionale, favorito il loro inserimento o sostenuto la nascita di attività di autoimpiego.

Settori e territori dei casi virtuosi
A scorrere l’elenco dei premiati si nota la grande varietà di esempi virtuosi. Ci sono grandi aziende come Adecco Italia (favorisce inclusione lavorativa per i rifugiati dal 2008) o Cromology (pitture per edilizia) che ha coinvolto dieci migranti in un progetto di riqualificazione del parco e delle mura in provincia di Lucca. Molte anche le pmi: dal rivenditore autorizzato della catena Decathlon di Alessandria (due tirocini formativi per due richiedenti asilo) alla Cisauto srl di Catania, concessionaria Peugeot, per un titolare di protezione umanitaria. Diversi migranti sono coinvolti nel collocamento presso aziende agricole e apistiche per la produzione del miele.

Migranti senza integrazione: le zone grigie di insicurezza

Formazione, cultura, ristorazione
Ci sono poi progetti d'impresa che coinvolgono il sostegno alle donne e contro l'emarginazione in Emilia Romagna, Piemonte e Liguria. Attività di formazione professionale e mediazione culturale in Lombardia e Piemonte. E sei casi di impieghi virtuosi dei rifugiati in aziende del settore food in Sicilia, Campania, Emilia Romagna e Lazio. Perfino le attività teatrali: un beneficiario di protezione ivoriano è stato inserito come macchinista scenico dal Teatro di Sardegna e ora è impegnato con la scrittrice Michela Murgia.

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