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Volo AirFrance tra ritardi, deviazioni e boati nei cieli di Lombardia

il caso

Volo AirFrance tra ritardi, deviazioni e boati nei cieli di Lombardia

(Ansa)
(Ansa)

Ore 11:15 circa. Due esplosioni, o boati, vengono sentite da buona parte della popolazione in Brianza, in provincia di Como, Lecco, Bergamo, anche Milano. Buona parte della Lombardia centro e settentrionale è teatro di un passa parola che sfocia in breve su Twitter, dove #esplosioni diventa in pochi minuti un tweet di tendenza. Cosa è successo? La stampa locale traccia le prime ipotesi, voci, impressioni. Ma di conferme o certezze nemmeno l’ombra. Finché Ermes News pubblica un tweet che prova ad inquadrare l’accaduto

Nella descrizione dell’account di Ermes News si legge “Primo progetto italiano dedicato all'analisi delle minacce globali, con un focus sul Terrorismo e sulla Corea del Nord. Like/Rt do not represent endorsement”. I follower sono pochi, ma la precisione dell’informazione non passa inosservata. Il volo cui si fa riferimento nel tweet è un Air France decollato alle 00:51 ore locali da Saint Dénis, isola di Reunion, dipartimento d’oltremare francese nell’Oceano Indiano, al largo del Madagascar, e diretto a Parigi.

Il volo parte con un’ora e 4 minuti di ritardo. Non ci avrebbe fatto caso più di tanto chi l’avesse notato guardando in diretta i siti che monitorano il traffico aereo in tempo reale. La circostanza forse ha a che fare con quanto accaduto qualche ora dopo sui cieli italiani (o forse no). Dove accade un fatto curioso: la rotta aerea compie un giro di 360 gradi sui cieli della Valle d’Aosta, prima di proseguire verso il nord e Parigi. Una manovra dovuta forse alla necessità di scaricare carburante in volo.

La rotta aerea del volo AF671

Si diffonde la notizia di un’operazione scramble: due F-2000 Eurofighter agganciano in contatto visivo il volo AF671 e lo scortano per un tratto. L’allerta scatta perché l’aereo di Air France entra nello spazio aereo italiano senza identificarsi, dopo aver perso il collegamento con le torri di controllo. Le due esplosioni sarebbero dunque da collegare ai due aerei che infrangono il muro del suono. In che punto? E da dove sono decollati? Secondo una prima ricostruzione, i due Eurofighter sarebbero decollati dall’aeroporto di Istrana (Treviso), anche se in passato la base operativa per questo tipo di operazione era Grosseto e anche se sono più vicine le basi di Cameri (Novara) e Ghedi (Brescia).

Dunque dopo aver raggiunto il velicolo diretto a Parigi all’altezza di Aosta e ripristinato il collegamento con le torri di controllo i due caccia sono rientrati alla base. Ma cosa è accaduto a bordo dell’aereo per provocare il black out nella comunicazione con le basi? Saranno le indagini delle autorità a chiarire l’accaduto.

L’Aeronautica militare precisa che operazioni di questa natura non sono rare, «se ne registrano decine ogni anno». I casi in cui caccia dell'Aeronautica
militare si alzano in volo su allarme per intercettare velivoli sospetti, nella quasi totalità dei casi perché questi ultimi hanno perso il contatto radio con gli enti del traffico aereo, come avvenuto oggi con il Boeing francese. I velivoli d'allarme - si legge in una nota - sono decollati a seguito dell'ordine di scramble ricevuto dal Caoc (Combined Air Operation Center) di Torrejon, ente Nato responsabile d'area del servizio di sorveglianza dello spazio aereo. Per ridurre al minimo i tempi d'intervento, legati alla particolare situazione di necessità - spiega l'Aeronautica - i due velivoli militari hanno superato la barriera del suono; ancorché la quota fosse elevata, le condizioni meteorologiche di vento e temperature hanno amplificato la propagazione dell'onda d'urto rendendola particolarmente udibile al suolo».

Ma c’è un’altra domanda che viene spontaneo porsi in merito all’accaduto: quando è avvenuto il black out comunicativo tra il volo Air France e le basi a terra?

Il diario di Bordo del volo AF671

Qualche risposta la fornisce Flight Aware, sito da cui è possibile osservare il tracciato di tutti i velivoli in volo al mondo: riceve dati «da più di cinquanta diverse fonti di controllo traffico aereo governative e datalink privati - si legge sul sito -, FlightAware gestisce una rete mondiale di ricevitori ADS-B e Mode S che tracciano aeromobili dotati di ADS-B o Mode S in volo in tutto il mondo. Gli aeromobili dotati di ADS-B emettono la loro posizione esatta e gli aeromobili con Mode S possono essere tracciati in multilaterazione (MLAT) quando il segnale viene ricevuto da tre o più ricevitori».

In questo diario di bordo è riscontrabile un “buco” a partire da 20 minuti dopo il decollo e per 4 ore e 41 minuti, quando il velivolo sorvola la zona limitrofa al Madagascar. Un errore di tracciato di Flight Aware? O dei sistemi? Il “buco” comunicativo si ripete mezz’ora dopo e per un’ora e mezza. Circostanze che hanno a che fare con la perdita di contatto con le fonti di controllo di traffico aereo governative? O con la giravolta sopra la Val d’Aosta? Il mosaico delle risposte metterà al posto giusto le tessere di questa vicenda.

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