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Sostegno antipovertà per 900mila italiani. Gentiloni: non buttare…

prmo bilancio inps sul reddito di inclusione

Sostegno antipovertà per 900mila italiani. Gentiloni: non buttare il lavoro fatto

(Fotogramma)
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«Non buttare a mare il lavoro fatto: abbiamo uno strumento di inclusione, universale, che puo' essere rafforzato sia in termini di risorse che di meccanismi». Ufficialmente dimissionario dal 24 marzo, il presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni non rinuncia a difendere l'eredità del suo Governo, a partire dalle misure antipovertà conosciute come Reddito di inclusione sociale, in vigore dalla fine del 2017. «La strada è quella giusta», ha spiegato Gentiloni alla conferenza stampa organizzata dall'Inps e ministero del lavoro per presentare i primi dati sugli effetti dell'introduzione del Rei, «e bisogna trasformare quanto ottenuto in risultati stabili, non si puo' fare una fiera delle vanità».

Gentiloni: contrasto povertà priorità ineludibile
Insomma, il Rei «funziona», ha sottolineato Gentiloni, e il contrasto alla povertà è una priorità «ineludibile», perchè l’Italia può sì «contare su una congiuntura stabile anche nella fase di incertezza politica», ma la ripresa registrata da tutti gli indicatori «non coincide con una diminuzione delle diseguaglianze, e questo interpella i governi sulle politiche sociali».

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Tra Rei, Sia e misure locali beneficiate oltre 900mila persone
Secondo l'Osservatorio statistico Inps-Lavoro sul reddito di inclusione, le persone complessivamente beneficiate da misure nazionali e locali di contrasto alla povertà quasi 900mila, con 7 su 10 dei beneficiari residenti nel Sud Italia (72%, con in testa Campania, Calabria e Sicilia). Il Rei, in particolare - che prevede un assegno mensile da 188 a 540 euro a seconda dei componenti del nucelo familiare erogato con una carta prepagata di Poste italiane e l'adesione ad un progetto di reinserimento sociale e lavorativo - ha raggiunto 110mila famiglie per un totale di 316mila componenti. Altre 476.868 persone (in 119mila famiglie) sono state interessate dal Sia (Sostegno di inclusione attiva), la misura di aiuto economico per i nuclei in povertà assoluta che dal 1° gennaio 2018 ha lasciato il posto al Rei.

Boeri: «Possiamo dire che in Italia un reddito minimo c’è»
«Siamo intorno al 50% della platea obiettivo», ha spiegato il presidente Inps, Tito Boeri, parlando di «risultato importante» per il primo bilancio sui beneficiari del Rei. Considerando invece il complesso degli oltre 900mila destinatari di misure antipovertà «possiamo dire che in Italia un reddito minimo c’è». Secondo i dati Inps, il 73% dei nuclei percettori di Sia e Rei è una famiglia con almeno tre componenti ma l'11% è una famiglia con un solo componente. Se si guarda al solo Rei il 23% dei nuclei percettori (110mila) risulta composto da un solo componente, in gran parte dei casi un over 55 disoccupato. Gli importi medi mensili per le famiglie sono di 297 euro per il Rei e di 244 euro per il Sia.

L’appello al M5S per rifinanziare il Rei
Nel suo intervento, Boeri ha poi lanciato un appello al M5S e «a chi ha agitato in queste ultime settimane la bandiera del reddito minimo», per «trovare piu' risorse per il Rei». «Spero - ha concluso il presidente Inps - che non si voglia mettere in discussione il Rei ma andare avanti con il lavoro: l’Italia con 70 anni di ritardo si è dotata di uno strumento per la lotta alla povertà, ma è ancora sottofinanziato». Al momento, in base alla legge di Bilancio 2018, la misura anti povertà può contare su 2.059 mln di euro per il 2018, 2.545 mln per il 2019 e 2.745 mln di euro annui a decorrere dal 2020). Dal prossimo luglio la platea del Rei, che diventerà uno strumento universale, sarà di 700mila famiglia per 2,5 milioni di persone.

Patriarca (Pd): Rei è successo, da M5s solo promesse
«I dati sul Rei dimostrano che questa misura ha avuto successo», è invece il commento soddisfatto del senatore dem Edoardo Patriarca, figura di primo piano del mondo delle associazioni e del volontariato che hanno promosso l’introduzione del rdddito di inclusione. «Abbiamo introdotto uno strumento di lotta all'esclusione sociale, con obiettivi realistici. I M5s invece in campagna elettorale hanno solo illuso milioni di italiani, tanto che Bonafede è stato costretto a smentire Grillo». «I Cinque Stelle invece che parlare a vanvera, a questo punto lavorino per rafforzare il nostro Rei, come noi avremmo fatto se
avessimo vinto le elezioni», ha concluso Patriarca.

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