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Da Veltroni a Raggi, il progetto della funivia mai realizzata a Roma

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il piano della sindaca

Da Veltroni a Raggi, il progetto della funivia mai realizzata a Roma

Il progetto della funivia a Roma
Il progetto della funivia a Roma

È un «sogno» che ha attraversato le teste di tutti sindaci di Roma negli ultimi 12 anni quello di dotare la capitale di una funivia-cabinovia in grado di alleggerire l’annoso problema del traffico. Prima Walter Veltroni (centrosinistra) poi Gianni Alemanno (centrodestra) e ancora Ignazio Marino (centrosinistra). Ora è la volta di Virginia Raggi (M5S) che punta ad aprire i cantieri nel 2019, nella speranza di non far restare il progetto nel libro dei sogni come accaduto per i suoi predecessori.

Raggi: cantieri al via nel 2019 per il quadrante Ovest
Già lo scorso maggio Virginia Raggi ha presentato il suo progetto di una funivia a Roma, in grado di collegare la periferia ovest della capitale (Casalotti) con il capolinea della metro A di Battistini. A giorni ci potrebbe essere l’annuncio della road map: cantieri nel 2019 e lavori finiti nel 2021. Il progetto (costo 90 milioni con richiesta di finanziamenti ministeriali, regionali e di altri «enti interessati») punta a trasportare 43mila passeggeri al giorno, in un tragitto di 4 km da percorrere in 19 minuti in 4 fermate: Casalotti, Gra, Torrevecchia e Battistini.

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Veltroni: da Magliana all’Eur in due minuti
Il primo a presentare il progetto di una funivia a Roma fu nel 2007 Veltroni. A differenza di Raggi, l’obiettivo era più limitato: una cabinovia per unire il quartiere Magliana con quello dell’Eur (con l’aggancio al nodo già esistente della metro B alla fermata Eur Magliana), divisi dal fiume Tevere. Il costo previsto era di circa 12 milioni, tutto finanziato dal Comune: 650 metri da percorrere in due minuti, 32 cabine da otto posti ciascuna con capacità di trasporto di 4mila passeggeri l’ora.

Alemanno: il secondo polo turistico
Il progetto di Veltroni fu poi ripreso dalla Giunta Alemanno, inserito all’interno dell’ambizioso piano dei vicesindaco Mauro Cutrufo volto a creare un secondo polo turistico: un’area su cui concentrare gli arrivi alternativa al centro storico (il «primo polo»), 27mila ettari tra l’Eur e il mare. In questo disegno rientrava anche la funivia per collegare il quartiere Magliana con l’Eur, bypassando il Tevere e la ferrovia, fondamentale per decongestionare il traffico della zona. Un progetto a cui si era interessata una ditta altoatesina con un altro partner.
L’opera, del valore di 20-22 milioni per 4mila passeggeri l’ora, sarebbe stata finanziata in parte dalla Ue e in parte dai privati.

Marino e la mozione dell’Assemblea capitolina
Nel 2013 Alemanno perse le elezioni contro Ignazio Marino, ma il sogno della funivia tra Magliana e l’Eur passò alla nuova amministrazione. L’Assemblea capitolina approvò il 24 marzo 2014 una mozione per chiedere al sindaco di attuare il progetto: un investimento da 22 milioni (da pagare in massima parte con l’intervento di sponsor privati), 700 metri in linea d’aria formata da due cabine da 140 posti per trasportare 220 passeggere l’ora per senso di marcia. La giunta Marino chiuse la sua esperienza in anticipo nel 2015. Sarà la candidata grillina, e futura sindaca, Virginia Raggi a mettere nel suo programma una funivia a Roma, con un progetto tutto nuovo.

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