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Debito pubblico

Derivati, vertici Mef e Morgan Stanley nel mirino della Corte dei Conti: il 19 aprile l’udienza

Al procedimento aperto dalla Corte dei conti contro Morgan Stanley e quattro dirigenti del ministero dell'Economia sulla gestione dei derivati, con l’accusa di un danno erariale di circa 4 miliardi, è arrivata l’adesione di Federconsumatori con il sostegno della Cgil. La Procura regionale del Lazio chiama in causa la banca d’affari nel duplice ruolo di consulente e controparte del Mef : «Tale posizione privilegiata - si legge nel fascicolo - ha indotto i dirigenti ministeriali ad abbandonare la prudenza ed a valicare i limiti delle proprie attribuzioni funzionariali».

Camusso:conflitto d’interessi per la banca d’affari
I magistrati contabili richiamano il principio che le operazioni di derivati finanziari sono consentite solo per la ristrutturazione del debito pubblico, anzitutto nell’accezione di conservazione dei livelli di partenza e dell’eventuale riduzione. In vista dell’udienza del 19 aprile è stata convocata una conferenza stampa da Federconsumatori e Cgil, che per voce della leader Susanna Camusso ha chiesto: «Può il Tesoro fare scommesse speculative, peraltro sbagliate, sul finanziamento del debito pubblico con una banca d’affari che è anche sua consulente? Mi sembra che ci sia un evidente conflitto di interessi». Il richiamo è ad una gestione «più oculata del debito pubblico, non speculativa», obiettivo non facile secondo Camusso, quando «hai come consulente colui che ti vende i derivanti di protezione del debito, perchè gli interessi sono chiaramente divergenti».

Chiamate in causa figure di primo piano del Mef
Tutto parte dall’accordo quadro del 1994 firmato tra lo Stato italiano e Morgan Stanley per disciplinare le procedure di eventuali contratti di investimento da stipularsi per la copertura del debito pubblico. Le operazioni condotte fino al 2012, secondo l’accusa, hanno prodotto perdite per lo Stato italiano per complessivi 4 miliardi. Il procedimento chiama in causa ex ministri e figure di primo piano passate e presenti del dicastero di Via XX settembre: Maria Cannata, Vincenzo La Via, Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli.

Federconsumatori: il conto lo pagano i cittadini
Il presidente di Federconsumatori, Emilio Viafora, ha spiegato che l’adesione è «all’indagine avviata per danno erariale alla Morgan Stanley in qualità di consulente del Ministero e poi di banca d’affari che ha piazzato i derivati e ha causato danni erariali significativi», al contempo «siamo in causa con i dirigenti del ministro del ministero dell’Economia che hanno sottoscritto clausole vessatorie e hanno fatto operazioni di investimento che hanno creato disastri in spregio a quanto previsto dalla Costituzione». Il danno richiesto è di 2,7 miliardi in capo a Morgan Stanley e di 1,2 miliardi ai dirigenti del Mef. «I consumatori- ha aggiunto Viafora- sono quelli che pagano sempre il conto: pagano il debito e anche la malagestione».

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