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Dossier Fca rilancia la scommessa Jeep

Dossier | N. 39 articoliAuto, tutte le novità di primavera marca per marca

Fca rilancia la scommessa Jeep

La  ristilizzata Cherokee  che ora mostra lineamenti più aderenti all’identità del marchio statunitense.
La ristilizzata Cherokee che ora mostra lineamenti più aderenti all’identità del marchio statunitense.

Una investitura quello di brand al centro del progetto della futura Fca che ha una prima conferma nelle dimensioni degli stand del Gruppo del Lingotto al recente Salone di Ginevra. Il più grande è quello di Jeep, mentre Fiat ha una spazio decisamente più contenuto. La spiegazione la dà lo stesso ad Sergio Marchionne, numero uno del gruppo: «La Fiat non è più adatta al mercato europeo dove le vendite si concentreranno sempre di più sui suv».

Il “vecchio” brand servirà se mai nei mercati di nuova motorizzazione come quello sudamericano. Fca, invece, punterà nel prossimo piano industriale che sarà presentato il primo giugno tutto su Jeep destinato a diventare il marchio più venduto del Gruppo anche in Europa. E proprio nell’area riservata ai modelli con le sette feritoie sulla calandra comparivano alla rassegna di Ginevra i nuovi Wrangler e Cherokee accanto alla Renegade. Un altro fenomeno sempre più evidente è la progressiva affermazione della sportività nel settore dei suv che non sembravano compatibili con le alte prestazioni.

E, invece, Mike Manley, il ceo di Jeep lo spiega così. «Sono convinto che la sportività nei suv o le versioni spettacolari hanno un loro mercato, non grande nei numeri, ma molto redditizio». La scelta di Jeep come simbolo della futura Fca, che non sarà più sotto la guida di Sergio Marchionne si spiega con una escalation impressionante negli ultimi anni cheporterà Jeep a superare le due milioni di unità vendute probabilmente prima della fine del 2019 come era stato programmato. Inoltre, non va dimenticatoil target di 5 milioni di Jeep intorno al quale focalizzare la crescita del gruppo e il raddoppio degli utili, tutto entro il 2022.

Già 2 milioni è un record che alzerebbe ulteriormente il valore di Jeep da cui l’anno scorso sono venuti circa il 70% degli utili fatti da Fca in America. E poi c’è da mettere in conto l’ampliamento della gamma con almeno quattro novità a partire dal 2019, anno che vedrà il debutto della variante pick-up della nuova Wrangler, un modello dalle potenzialità globali, in grado di fare buoni volumi anche fuori dagli Usa.

Insieme al pick-up arriverà anche la Grand Cherokee di nuova generazione, mentre nel 2020 sarà la volta della Grand Wagoneer che sarà in vendita anche in Europa 6-8 mesi dopo il debutto negli USA. Il super-suv è il modello che servirà a spingere Jeep al di là dei due milioni di unità. Altro passaggio chiave nel prossimo futuro del brand Usa sarà la graduale elettrificazione.

Un processo considerato inevitabile di cui vedremo i primi risultati all’inizio del prossimo decennio. Per il momento i piani di Jeep prevedono l’utilizzo della soluzione ibrida plug-in, considerata la più adatta per Jeep rispetto a quella dell’elettrico puro. Perchè, fra l’altro, consentirà di ottenere un nuovo schema di trazione integrale senza albero di trasmissione, sistemando gli organi elettrici nella zona dietro.

In quelli che si preannunciano come gli anni più proficui nella storia del marchio, ci sarà spazio anche per delle sinergie con il resto del Gruppo Fca. Ad esempio è possibile che la nuova Grand Cherokee sarà realizzata sulla piattaforma Giorgio quella delle nuove Alfa Romeo. Il condizionale è d’obbligo perchè al momento non ci sono conferme ufficiale al riguardo.

Mentre all’altro estremo della gamma ci sarebbe lo spazio per un modello più piccolo della Renegade che non sarebbe destinato soltanto all’Europa. La ”baby Jeep” sarebbe su base Panda, un’eventualità che non l’ha esclusa anche l’ad Sergio Marchionne.

Ma il “portfolio” di Jeep non finisce qui, difficile però saperne di più da chi sicuramente sa e cioè il ceo di Jeep Mike Manley considerato il manager della provvidenza in Fca. Nel processo di americanizzazione dell’offerta del Gruppo si inserisce anche lo sbarco in Italia dei marchi Dodge e Ram. Fca, che possiede entrambe i brand, ha infatti autorizzato Cavauto, da 35 anni impegnato nella vendita di vetture americane a distribuirli nel nostro Paese, arricchendosi così di due brand dal forte appeal per gli appassionati. La Dodge è uno dei marchi storici dell’automobilismo a stelle e strisce specializzato in auto sportive, noto per modelli come Charger, Challenger e Viper. Nel 2009 è stato scorporato dalla Dodge il marchio Ram Trucks che fa sempre parte di Fca ed è dedicato alla commercializzazione di pick-up e veicoli commerciali.

Un’altra americana che è già oggi acquistabile da noi in modo “ufficiale” e sempre da Cavauto è la Chrysler Pacifica. La “family car” che di fatto ha sostituito il Grand Voyager, è disponibile da noi con il pacchetto S-Appearance. La grande familiare, spinta da un motore V6 di 3.600 cc da 287 cv e disponibile anche in versione plug-in hybrid con 260 cv di potenza complessiva, è una delle vetture più all’avanguardia nel panorama automobilistico statunitense.

La Pacifica, infatti, ha fatto riscoprire nonostante l’escalation dei suv il monovolume da famiglia questa categoria di veicoli, caratterizzata da una grande versatilità d’impiego e rilanciata dalla tecnologia di base.

Insomma il nuovo “sogno” americano ha come protagonista non solo Jeep, ma anche gli altri brand del Gruppo Fca con un più elevato impatto emotivo.

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