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Terrorismo: blitz Ros, fermato marocchino in Piemonte

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SICUREZZA

Terrorismo: blitz Ros, fermato marocchino in Piemonte

Un cittadino marocchino residente in Italia è stato fermato all’alba a Fossano (Cuneo), in Piemonte, dai Carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo per terrorismo. Il fermo è stato disposto dalla procura distrettuale di Roma Gruppo Antiterrorismo il 29 marzo nei confronti di Hadouz Ilyass (19 enne, residente in quel comune), nei confronti del quale si procede per il delitto di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità del terrorismo e partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Inneggiava alla Jihad sui social: un arresto in Piemonte

Propaganda jihadista tramite social
L’attività di indagine avviata nei confronti del giovane marocchino, ha consentito di accertare come Ilyass, attraverso i suoi numerosi account social( facebook, instagram, twitter) abbia propugnato, rilanciandola, una intensa propaganda jihadista inneggiante al martirio, alla ricompensa che Dio concederà alla comunità dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione che la stessa riserverà ai miscredenti, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei combattenti in nome di Allah. Tra le frasi più significative censite su alcuni dei suoi canali Facebook, in particolare, meritano di essere richiamati i riferimenti alla morte nella concezione dello shahid, per il quale «…È deprimente morire di vecchiaia…» e quello al destino che la divinità ha in serbo per coloro che non credono nella parola di Allah «…Ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini…» impegnati a «…toglierci la luce senza sapere che siamo l’oscurità…».

Esempio del terrorismo homegrown
Le indagini hanno fatto ricorso alle più recenti tecnologie applicate alle investigazioni. Si è giunti così ad affermare con estrema sicurezza - sottolinea una nota dei Carabinieri del Ros - l’adesione dell’indagato alle tesi della narrativa islamista filo-terrorista, ipotesi testimoniata dalla recente individuazione di un ulteriore profilo Facebook (reso anonimo nelle indicazioni personali e delocalizzato nei riferimenti geografici che contiene), collegato direttamente a blog e comunity Facebook intrise di retorica jihadista. Ilyass è un “esempio di scuola” del cosiddetto terrorismo “homegrown”, una minaccia estremamente insidiosa e complicata da contrastare perché si origina, prende forma e si sviluppa tra le pareti di casa, dove il soggetto si avvicina alle tesi del terrorismo, ne rimane affascinato e aderisce al programma dell’organizzazione di riferimento ponendo in atto condotte funzionali all’attuazione del programma criminale della stessa struttura.

A febbraio la radicalizzazione si è fatta più evidente
L’escalation della radicalizzazione di Ilyass, ribattezzatosi Ilyass El Magrebi si avvia a febbraio di quest’anno, quando si riescono a documentare non solo intense navigazioni internet -effettuate per lo più in orario notturno- su siti contenenti materiale di propaganda direttamente riferibile al Daesh, ma anche attraverso l’assunzione di comportamenti emulatori della gestualità tipica dei mujaheddin. Emblematiche ed estremamente preoccupanti, in tal senso, sono state le immagini acquisite direttamente all’interno dell’abitazione di Ilyass in cui assume le gestualità tipiche dei miliziani-terroristi del Daesh, di cui visionava i filmati.

Il riferimento a Daesh sull’immagine di sfondo
Negli ultimi giorni l'adesione di Hadouz alle tesi del terrorismo si è fatta ancora più esplicita allorquando, su uno dei profili riconducibili al giovane, è stata postata quale “immagine di sfondo” la foto suggestiva di un Corano esposto alla luce di un cielo stellato su una distesa di sabbia, contenente un riferimento diretto al Daesh. Negli stessi frangenti veniva modificato anche lo “stato” del profilo attraverso l’implementazione di una frase evocativa della protezione di Dio e della buona sorte nell'accingersi ad affrontare una nuova sfida.

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