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Dossier Formula E, ecco come è fatta la seconda generazione

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Dossier | N. 34 articoliSpeciale Formula E: gare, macchine e tecnologia

Formula E, ecco come è fatta la seconda generazione

(Afp)
(Afp)

Più potenza e minor resistenza: dopo quattro stagioni, è il momento di rinnovarsi. Il campionato di Formula E è iniziato nel 2012 e ora si sta correndo la quarta stagione e dalla prossima è prevista una svolta con l'ingresso della seconda generazione delle monoposto.

A partire dalla stagione 2018/2019 le monoposto avranno un'estetica e una dinamica diverse che impatterà anche su alcune regole obbligatorie fino a questo momento, come il pit stop a metà gara per il cambio auto.
Leggere e aerodinamiche, le monoposto della seconda generazione sono costruite a partire da un sofisticato telaio in fibra di carbonio e un evidente aggiunta: l'Halo, la protezione frontale per la testa del pilota che ha debuttato nella stagione 2018 sulle Formula 1.

Formula E, la prima e la seconda generazione a confronto

Lunghe 5.160 mm, larghe 1.770 e alte 1.050 mm, le monoposto che correranno la quinta stagione avranno un peso complessivo di 900 chili, dei qual 385 kg dati dalla batteria.
Le scocche saranno fornite da Spark Racing Technologies, i freni dalla Brembo, gli pneumatici all-weather Michelin Pilot Sport e le batterie da McLaren Applied Technologies. Queste ultime rappresentano un importante punto di svolta, dato che la capacità è raddoppiata rispetto all'attuale, passando da 28 kWh a 54 kWh. Anche la potenza sarà incrementata, vedendo un balzo dai 200 kW (270 cavalli) attuali a 250 kW (340 cavalli) con velocità che potranno toccare i 300 km/h, un bel passo in avanti rispetto ai 225 correnti. Questo comporta anche un miglioramenti delle performance 0-100 che raggiungeranno in soli 2,8 secondi, ora ottenuti in 3,5 secondi.

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