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Dossier Crescono interesse (ed export) dall’Italia

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Dossier | N. 4 articoliSpeciale Thailandia: più opportunità di business

Crescono interesse (ed export) dall’Italia

Porto di Klong Toey, Bangkok. (Agf)
Porto di Klong Toey, Bangkok. (Agf)

Sessantanove eventi per un totale di 299 giorni. Le manifestazioni per celebrare i 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Thailandia coprono quasi l’intero 2018, compresa una “Italian Week” agli inizi di giugno presso il megacomplesso commerciale Central World di Bangkok. Se l’anniversario rappresenta un’occasione per alzare il profilo pubblico del nostro Paese e promuovere il “made in Italy”, sul fronte politico va rilevato che, dopo l’ammorbidimento a dicembre dell’atteggiamento della Ue verso il regime, è stato il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano il primo a effettuare una visita a Bangkok, subito seguita da una analoga trasferta a Roma del suo omologo thailandese.

Italiani in Thailandia: non solo turismo

Più concretamente, fa ben sperare per un rilancio delle relazioni economiche bilaterali sia la ripresa dell’interscambio (con un export italiano passato, secondo le statistiche della Banca di Thailandia, all’equivalente di 1,82 miliardi di euro nel 2017 dagli 1,72 del 2016, a fronte di un import di 1,4 miliardi: siamo in surplus), sia il sensibile aumento delle aziende aderenti alla Camera di Commercio italo-thailandese, arrivate a 185 (comprese parecchie aziende locali interessate). «Riscontriamo una maggiore attenzione delle nostre imprese verso le opportunità offerte dal mercato thailandese, anche come hub per l’intero sud-est asiatico e oltre», afferma il presidente della Camera di Commercio, Federico Cardini, secondo cui il combinato tra investimenti pubblici nei grandi piani infrastrutturali, offerta di più ampi incentivi per investimenti privati e forte prospettive di crescita economica regionale rende evidente l’attrattiva del Paese non solo come snodo e sbocco commerciale, ma per eventuali insediamenti produttivi.

Tuttavia le aziende italiane che hanno realizzato impianti manifatturieri si contano sulle dita di una mano o poco più. Ducati ha inaugurato tre anni e mezzo fa il suo stabilimento nella provincia di Rayong (all’interno dell’Eec), dove produce con circa 200 addetti 15mila moto all’anno che – sottolinea il managing director Gabriele Piaggio – vengono esportate in tutta l’Asia. Piaggio ha parole di apprezzamento per il ruolo del Boi come «facilitatore» degli investimenti diretti. Anche Manuel Sguazzi, direttore per l’Asia del gruppo bresciano Cavagna, afferma che il Boi ha agevolato l’espansione nel Paese dell’azienda attiva nelle attrezzature per il settore gas. «Avevamo iniziato con una joint venture - spiega - poi 5 anni fa siamo saliti al 100% di un insediamento produttivo da circa 200 dipendenti. Abbiamo dovuto presentare un piano triennale di business e alla fine abbiamo potuto anche acquistare la proprietà del terreno, cosa in precedenza praticamente impossibile. E ora siamo in un’ottica di espansione» .

Un altro ente pubblico, l’Ieat (Industrial estate authority of Thailand, preposto alla gestione di parchi industriali) ha invece agevolato l’investimento diretto della toscana Frigel (refrigerazione industriale), che ha oggi un centinaio di dipendenti, tra cui una decina di ingegneri italiani. «Vogliamo aumentare la produzione, anche in direzione di una integrazione verticale», afferma il direttore finanziario di Frigel Asia, Alessio Dalla Valle. Tra le altre società con una presenza diretta, spicca Danieli (impianti per siderurgia), che fu pioniera nel fare della Thailandia un polo produttivo regionale fin dai primi anni Duemila. Altri sono sbarcati di recente a vario titolo, come Vittoria (componentistica per bici), Bianchi(verniciature), Cnh (che ha stabilito a Bangkok il suo centro regionale). Salini Impregilo sta predisponendo un ufficio di rappresentanza, mentre in esplorazione è arrivata di recente una delegazione delle Ferrovie dello Stato. «Ci sono opportunità per tutti. Specialmente nelle infrastrutture», sintetizza l’ambasciatore Francesco Saverio Nisio. In effetti il settore è molto rappresentato tra la quarantina di aziende che partecipano all’Italian-Thai Business Forum, che si tiene ogni anno dal 2015.

Un consiglio da esperto per le imprese viene da Fabio De Cillis, direttore dell'ufficio Ice di Bangkok: partecipare a fiere specializzate, a molte delle quali le istituzioni italiane agevolano la presenza e i contatti business-to-business: ”Vi si possono cogliere opportunità non limitate solo alla Thailandia, ma estese all'intera area regionale”. Tra gli appuntamenti più vicini, c'e' è Subcon Thailand – Industria Subcontracting Exibition, che si svolge a Bangk in contemporanea a Start Up Thailand (16-20 maggio). Per l'occasione è lo stesso BOI thailandese a offrire agevolazioni alle imprese italiane che volessero partecipare.

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