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2/5 Il dibattito nel Pd sull'apertura di M5S / I…

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    LA sfida ALL'INTERNO DEL PARTITO

    Dagli aperturisti ai renziani, il Pd sempre più diviso sul dialogo con i Cinque Stelle

    Il punto sulle forze in campo sarà il 21 di aprile, quando è in agenda l'assemblea nazionale del partito. Ma già oggi pomeriggio durante la riunione dei gruppi parlamentari del Pd, il confronto tra le diverse anime Dem, divise sull'atteggiamento da avere nei confronti dei Cinque Stelle, si è acceso. Nei giorni scorsi Luigi Di Maio ha proposto al Pd di «sotterrare l'ascia di guerra» e di dialogare per formare insieme il governo. L'avance del leader politico del partito più votato nell'ultima tornata elettorale ha creato divisioni. Per aperturisti, aperturisti con “se”, e fautori di un'opposizione dura stile Aventino il dibattito è aperto. Sul piatto il nuovo ruolo dei Dem dopo la sconfitta del 4 marzo e, soprattutto, dopo le dimissioni dell'ex segretario Matteo Renzi, che continua a mantenere una presa sul partito e a dettarne la linea. Se il dialogo in corso per un governo di M5s e centrodestra dovesse mostrare delle crepe, una “fronda” Dem sempre più nutrita premerebbe sotto traccia per entrare in partita. E chiedere l'apertura di un dialogo con i Cinque Stelle

    2/5 Il dibattito nel Pd sull'apertura di M5S / I “collisti”: il ministro della Cultura Dario Franceschini

    Il ministro della Cultura uscente Dario Franceschini è considerato, all'interno del Partito democratico, uno dei leader più sensibili alle posizioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (li accomuna la provenienza dall'area della Margherita e prima ancora del Ppi). Franceschini ha già espresso la propria disponibilità al dialogo con il Movimento 5 Stelle: «Essere stati o essere avversari – ha spiegato domenica - non comporta rifiutarsi per forza di dialogare sui problemi del Paese o sulle soluzioni possibili». Nell’intervento all’assemblea dei gruppi Pd, martedì pomeriggio, ha proposto di adottare una nuova linea, più interventista. «Io credo - ha detto - che non basti assistere a quello che avviene. Nessuno ha vinto in modo tale da poter governare il Paese e allora penso che non basti più soltanto assistere. La prima fase, con la direzione che ha dato la linea dell’opposizione, penso sia stata giusta, ma oggi dobbiamo prepararci a una seconda fase. Non sto proponendo un governo con M5s o di entrare in un governo Di Maio». Secondo Franceschini, il Pd deve fare in modo di evitare che si formi un governo M5S - Lega. Un messaggio, più volte ripetuto negli scorsi giorni, al Quirinale per offrire una sponda al lavoro di Mattarella con l'intenzione di tenere aperta la discussione all'interno del Partito democratico.

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