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Regionali in Molise e Friuli, centrodestra e centrosinistra si ricompattano…

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Regionali in Molise e Friuli, centrodestra e centrosinistra si ricompattano per battere M5S

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Il centrosinistra si ricompatta (con un passo indietro dei renziani) per tentare di evitare la debacle. Il centrodestra mette da parte le divisioni e prova a candidarsi come il principale competitor dei 5 stelle. Questi ultimi, dopo il bersaglio mancato alle regionali siciliane (2017) e a quelle del Lazio (4 marzo), puntano a espugnare la loro prima Regione. Le Regionali in Molise (22 aprile) e Friuli (29 aprile) serviranno per confermare o smentire i trend emersi alle politiche del 4 marzo, intrecciandosi allo stesso tempo con il difficile percorso delle consultazioni per formare un nuovo governo.

Serracchiani fa un passo indietro
Il Friuli Venezia Giulia esce dall’esperienza di cinque anni della governatrice, renziana doc, Debora Serracchiani, che già prima del 4 marzo aveva annunciato la volontà di non ricandidarsi e correre per un posto alla Camera. A scendere in campo al suo posto è Sergio Bolzonello, eletto nel 2013 come indipendente nelle fila del Pd e poi diventato vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive. Già renziano, Bolzonello è stato critico con Renzi dopo il 4 marzo e forse questa presa di posizione ha facilitato la ripresa del dialogo con la sinistra fuori dal Pd, che ha deciso di appoggiarlo con la lista Open - Sinistra FVG. A sostegno di Bolzonello anche Slovenska Skupnost (il partito della minoranza slovena) e una lista civica.

Fedriga e l’egemonia leghista sul centrodestra
La partita per la scelta del candidato governatore del centrodestra in Friuli si è intrecciata con quella per le presidenze di Camera e Senato. In un primo momento sembrava destinato a correre Renzo Tondo, ex presidente della Regione di Fi e poi confluito in Noi con l’Italia. Con la scelta di Fi e Lega di votare come presidente del Senato la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati, per il Friuli si è deciso di cambiare e candidare un fedelissimo di Matteo Salvini, Massimiliano Fedriga. A fianco di Fedriga, oltre a Fi, Lega e FdI, anche Autonomia responsabile e Progetto FVG per una Regione Speciale. Fedriga spera in una vittoria a valanga, visto che alle politiche il centrodestra (43%) ha staccato sia i 5 stelle (24,6%) che il centrosinistra (23,1%, mentre Leu si è fermato al 3,2%), con la Lega che ha preso più del doppio dei voti di Fi.

Il ricercatore Morgera corre per i 5 stelle in FVG
Per i 5 stelle in Friuli a correre sarà Alessandro Fraleoni Morgera, 48 anni, ricercatore a tempo determinato al Dipartimento di Ingegneria dell’Università
di Trieste. Esperto di nanotecnologie, Morgera ha vinto le votazioni online sulla piattaforma Rousseau risultando l’unico candidato in regola.

Il M5S punta a conquistare la prima Regione in Molise
In Molise i rapporto di forza sono rovesciati rispetto al Friuli. Qui con il vento in poppa è il M5S, che il 4 marzo ha ottenuto alle politiche il 44,8% staccando il centrodestra (29,8%) e il centrosinistra (18,1%, mentre Leu si è fermato al 3,7%). Il candidato scelto online con la piattaforma Rousseau è Andrea Greco, 33 anni da compiere, laureato in Giurisprudenza. Negli ultimi cinque anni è stato consulente giuridico e uno dei collaboratori del gruppo consiliare in Regione.

Veneziale riunisce le anime del centrosinistra
Il centrosinistra molisano è uscito con le ossa rotte dalle politiche. Il governatore renziano uscente Paolo Di Laura Frattura ha fatto un passo indietro non ricandidandosi e si è deciso di mettere da parte le divisioni per presentare un candidato unitario in grado di accontentare sia i renziani che l’ala sinistra (fuori e dentro il Pd): Carlo Veneziale, assessore uscente allo Sviluppo della Giunta Frattura, ma con solide radici nella sinistra. A suo sostegno corrono il Pd, Leu e altre tre liste civiche.

Il centrodestra confluisce sul commercialista Toma
Il centrodestra, dopo una lunga serie di discussioni all’interno della coalizione, ha deciso di sostenere compatto Donato Toma, presidente dell'Ordine dei commercialisti della Provincia di Campobasso, considerato vicino a Forza Italia. Oltre al partito di Berlusconi, a sostegno di Toma ci sono altre otto liste, tra cui: Lega, FdI, Udc, Noi con l’Italia, il Popolo della Famiglia, Popolari per l’Italia.

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