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Di Maio esorta Berlusconi, «lasci fare un governo alle nuove…

«dal Pd risposte non giuste»

Di Maio esorta Berlusconi, «lasci fare un governo alle nuove generazioni»

Non chiede né un «parricidio» né un «tradimento». Ma per Luigi Di Maio «dopo ventiquattro anni è momento di far partire un governo delle nuove generazioni, un governo del cambiamento». Il pensiero del capo politico del M5S guarda dritto nella direzione del Cav per un passo indietro o almeno di lato da parte dell’ex premier. «Io comprendo che la Lega sia all'interno di una coalizione ma possiamo dirci che questa coalizione è nata solo per il Rosatellum. È una Lega molto diversa».

Anche dall’altro fronte, il dialogo auspicato coi dem sull’ipotesi di dar vita a un’intesa programmatica, non arrivano i segnali sperati. «Ho proposto un contratto al Pd non per ricostruire il vecchio apparato di potere, quello che ci siamo detto in questi anni resta ma so che c'è un processo interno e io guardo a questo. Ma le risposte che ho ricevuto in questi giorni - e mi sento rispondere anche con dell'ironia - non credo siano giuste, oltre che responsabili, è un modo di rispondere, rispetto a questo momento, che è ingiusto e allora io non ci sto». dice chiaro e tondo Di Maio a Porta a Porta.

Lagenda del Quirinale per il secondo round di consultazioni

Al via comitato scientifico sull’analisi dei programmi
Vuol scegliere «quel contratto di governo che permette più vantaggi per gli italiani», Di Maio. E allo scopo annuncia la nascita di un comitato scientifico sull'analisi dei programmi elettorali («lo nominerò domani mattina») presieduto dal professore Giacinto Della Cananea. «Ci sono dei passi in avanti che voglio esporre al Presidente della Repubblica», afferma ancora il giovane leader pentastellato che, soffermandosi sulla crisi siriana, sottolinea si tratti di uno scenario «che avrà un impatto sulle nostre consultazioni nell'ottica di accelerare le interlocuzioni già esistenti, con Pd e Lega». Domani verranno illustrati anche i tempi rispetto alle scadenze delle altre forze politiche.

Nomine, se al governo coinvolgeremo l’opposizione
«Quando parliamo di Cdp o Finmeccanica, parliamo di realtà che possono fare la differenza negli investimenti nelle imprese o nei Comuni. Sarà molto importante decidere insieme e per merito» spiega Di Maio. «Se al governo coinvolgeremo tutte le forze politiche per scegliere le personalità» a capo di queste. Quanto ad Alitalia, prima di vedere se lo Stato dovrà intervenire o va ceduta, «vogliamo vedere il bilancio 2016 e poi fare una spending review, una due diligence». E a chi fa notare che la due diligence è stata già fatta dagli attuali commissari il capo del Movimento replica che «nei commissari c'è troppa continuità rispetto al passato». In ogni caso «si può essere favorevoli ad una partecipazione dello Stato dopo aver visto bene i conti».

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