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Corruzione: nasce l’Osservatorio basato sui big data

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FESTIVAL GIORNALISMO PERUGIA

Corruzione: nasce l’Osservatorio basato sui big data

L'idea: monitorare i big data prodotti da oltre 150 milioni di fonti online, tra testate giornalistiche e social network. Lo strumento: una piattaforma ad hoc a disposizione di cittadini, ricercatori e giornalisti, sviluppata in collaborazione con l'agenzia Accurat, per valutare in tempo reale lo stato dell'arte e i protagonisti del dibattito pubblico intorno ai fenomeni corruttivi. Sarà presentato oggi al Festival internazionale del giornalismo di Perugia un inedito Osservatorio sulla corruzione, la piaga per eccellenza del nostro Paese. Promotore è “Riparte il futuro”, network no profit che da anni lavora per sensibilizzare sul tema.

La filosofia: «Più se ne parla, meglio è»
All'indirizzo web osservatorio.riparteilfuturo.it i naviganti potranno controllare quali sono i casi di corruzione più discussi del momento, quanto e come se ne parla sui social e quali sono i diversi punti di vista in gioco. Si potranno inoltre impostare filtri di ricerca avanzati per andare a caccia delle notizie che circolano in rete sui fatti corruttivi presenti e futuri. “Più persone sono in grado di conoscere un fenomeno negativo, ne parlano e lo portano alla luce, meno questo fenomeno è destinato a ripetersi”, spiega Priscilla Robledo di Riparte il futuro. La filosofia di fondo è il contrario del proverbio: il silenzio su questo tema non è mai d'oro.

Lo scandalo Consip domina la Rete
Dalla data visualization sui casi che hanno suscitato più interesse online da aprile 2016 a dicembre 2017 emerge tutta la potenza del caso Consip. Qualche numero: 287 giorni di presenza nei siti di informazione e 79 sui social network. A seguire, le vacanze di lusso di Roberto Formigoni, gli scandali sui concorsi universitari truccati a Firenze e la prescrizione di Denis Verdini. Più in generale, comunque, negli ultimi due anni sono le vicende di corruzione nel settore di scuola e università i più virali sui social, con un bacino potenziale di 2,6 milioni di utenti. Che scendono a 1,7 milioni quando a tenere banco sono i reati economici e a 1,4 milioni quando si parla di sanità.

I top influencer dei giovani? Non sono politici
Nella fascia d'età 13-24 anni chi ha maggiore presa augli utenti non è mai un politico: i top influencer sono al contrario persone della società civile, seguite su Instagram e Twittee. Tra gli adulti 25-54enni l'influenza dei leader dei partito si avverte di più, mentre torna in secondo piano tra gli over 55.

M5S e Leu i partiti che ne hanno parlato di più
In campagna elettorale la lotta alla corruzione è stata evocata soprattutto dal M5S e dal suo leader Luigi Di Maio, i cui post hanno un seguito molto elevato. Meno esteso il radicamento web di Liberi e Uguali con Pietro Grasso, altra forza politica attenta al tema. Segue la Lega, ma non il suo segretario Matteo Salvini. Si segnalano per la grande assenza dal dibattito sui social Forza Italia, Noi con l'Italia, Fratelli d'Italia e Civica popolare.

La corruzione non si combatte scrivendo a Babbo Natale

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