Italia

Il nodo Siria alle consultazioni. Bonino: no a pericolosi ondeggiamenti

  • Abbonati
  • Accedi
GENTILONI: L’ITALIA NON PARTECIPA AD AZIONI MILITARI

Il nodo Siria alle consultazioni. Bonino: no a pericolosi ondeggiamenti

La crisi in Siria irrompe nel secondo giro di consultazioni al Colle per la formazione del nuovo Governo. In queste ore in cui la tensione tra Usa e Russia aumenta emerge l’importanza di un governo con pieni poteri che possa gestire questo momento delicato dal punto di vista geopolitico. Da Grasso a Bonino a Nencini: in molti mettono in evidenza la necessità che si superino le divisioni e si acceleri nella formazione del nuovo esecutivo. Gli incontri riprenderanno nel pomeriggio con i “big”.

Gentiloni: Italia dà supporto, no ad azioni militari
Intanto il premier Paolo Gentiloni chiarisce: l’Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria. Secondo fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha chiarito che in base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti, il paese continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione. Una soluzione stabile e duratura per la Siria potrà venire lavorando per la pace e dando spazio alle Nazioni Unite.

Bonino: no a pericolosi ondeggiamenti Italia
Dopo l’incontro con Sergio Mattarella Emma Bonino, coordinatrice della componente +Europa, ha fornito indicazioni sul colloquio con il presidente della Repubblica: «Nell’immediato - ha spiegato -, abbiamo accennato alla questione siriana. L’Italia deve rimanere nel quadro delle alleanze euroatlantiche e, in quella sede, partecipare senza ondeggiamenti pericolosi a discussioni sul se, come e quando intervenire, magari utilizzando gli strumenti del diritto internazionale, ivi compresa la Corte Penale Internazionale».

Grasso (Leu): crisi in Siria rende necessaria accelerazione su soluzione
Anche per Pietro Grasso, leader di LeU, «la crisi in Siria rende necessaria un’accelerazione sulla soluzione della crisi, sul trovare intese e non attendere le elezioni regionali per poter stabilire i rapporti di forza all’interno delle coalizioni». Grasso ha espresso questa posizione al termine del suo colloquio al con Mattarella. L’ex presidente del Senato ha invitato a superare «qualsiasi personalismo. Speriamo che al più presto ci sia la responsabilità per trovare un’intesa di governo». «La situazione nazionale e internazionale - ha infine sottolineato - non consente di valutare l’utilizzo di missili o bombe». L’esponente di LeU ha chiesto un’informativa urgente del Governo al Parlamento sulla situazione.

Nencini: necessario uscire da schemaglie elettorali
«Abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica di accelerare sulla possibilità di avere da chi ha vinto le elezioni proposte concrete, uscendo da schermaglie elettorali, non ha senso ad esempio aspettare le elezioni in Molise», ha detto Riccardo Nencini, vicepresidente del gruppo Misto in Senato dopo il colloquio con il Capo dello Stato. «La crisi siriana - ha aggiunto - ci obbliga a fare più in fretta e dare rapidamente un governo».

Unterberger: Mattarella preoccupato per escalation
Anche Juiane Unterberger, presidente del gruppo per le Autonomie del Senato, al termine dell’incontro con Mattarella ha confidato: «Credo non ci voglia molta fantasia per immaginare che il Presidente sia preoccupato per questa escalation e per come reagiscono le forze politiche in Italia».

© Riproduzione riservata