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Pd, slitta l’assemblea: Martina appoggia la richiesta dei…

l’appuntamento era in agenda il 21 aprile

Pd, slitta l’assemblea: Martina appoggia la richiesta dei renziani. No delle minoranze

La nota è arrivata in serata. Il reggente del Pd Maurizio Martina ha chiesto il rinvio dell’Assemblea nazionale del 21 aprile al presidente del partito Matteo Orfini. Scontato a questo punto che rinvio sarà. Tanto più che Orfini è schierato sulla linea di Renzi. E sono stati proprio i renziani a lanciare l’offensiva stamattina, proponendo alle altre correnti del partito di evitare la conta e rinviare l’assise del 21. In quella sede il Pd avrebbe dovuto decidere se eleggere un nuovo segretario (il candidato finora è Martina) o andare a congresso con primarie presumibilmente a ottobre.

La richiesta del rinvio sarebbe stata motivata dai renziani con la necessità di non andare a una conta interna mentre sono in corso le consultazioni, con un incarico atteso a stretto giro da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il rinvio dell’assemblea andrebbe inteso perciò come una tregua per evitare una spaccatura durante l’interlocuzione con il capo dello Stato.

Martina: sì a rinvio Assemblea 21 aprile
Nella nota vergata in serata Martina ha motivato infatti la sua decisione ufficialmente con la «nuova fase istituzionale determinata dall’incapacità delle forze che hanno prevalso il 4 marzo di dare al Paese una concreta ipotesi di governo. A questo punto – ha spiegato Martina - il Pd deve continuare a concentrare unitariamente tutte le proprie energie su questa situazione, nell’interesse generale del Paese, seguendo l'impegnativo lavoro del Presidente Mattarella».

L’apprezzamento dei franceschiniani, il no delle minoranze
Una decisione, quella del rinvio, che sarebbe stata condivisa da big come Marco Minniti e Nicola Zingaretti e che è stata definita “ragionevole” da Marina Sereni, esponente di Area Dem. «Solo un Pd unito può mettersi a disposizione del Presidente della Repubblica in una fase politica tanto delicata come quella attuale» è stato il commento di Sereni. La richiesta del rinvio non è stata gradita però dalle minoranze interne, che si sono dette contrarie, in particolare quelle di Andrea Orlando e Michele Emiliano.

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Le opzioni in campo
Dopo le dimissioni di Renzi, per i dem le opzioni, da statuto, sono due: o elezione del segretario da parte dell’assemblea o avvio del congresso con primarie entro l'anno, e in questo caso a gestire la fase congressuale sarebbe Matteo Orfini in qualità di presidente del Pd. Ipotesi quest’ultima sostenuta da molti renziani. A Martina i renziani avevano prospettato come mediazione la sua elezione a segretario, ma con un mandato a termine e l'impegno a tenere una nuova assemblea a dicembre, per convocare il congresso a febbraio 2019, prima delle europee. Offerta respinta al mittente da Martina che chiedeva un mandato pieno. L’opzione del rinvio dell’assemblea servirà come periodo di decantazione per tenere unito il partito in attesa della nascita del nuovo governo.

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