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Al Gp di Shanghai splende il sole ma Vettel è vittima di Verstappen.…

FORMULA UNO

Al Gp di Shanghai splende il sole ma Vettel è vittima di Verstappen. Ricciardo vince con merito

Daniel Ricciardo  (Epa)
Daniel Ricciardo (Epa)

Dopo anni di pioggia, una volta che in Cina c'è il sole si pensa subito al rischio di una gara noiosissima. E infatti così è stato per buona parte della prima metà: la regia si spostava addirittura a vedere cosa succedeva fra il tredicesimo e il quattordicesimo posto. Vettel era partito bene, Raikkonen però era stato presto infilato da Bottas e Verstappen. Ma Vettel già al primo giro lanciato segna un buon tempo e sembra tenere la testa della corsa fino al cambio gomme. E così, già al terzo, Vettel mostra un vantaggio sufficiente su Bottas per non far scattare il pericolosissimo diritto all'uso del Drs, l'alleggerimento di incidenza del “mitico” flap regolabile posteriore che di solito agevola il sorpasso dell'auto sopraggiungente a patto che si trovi a meno di un secondo dall'inseguito in determinati punti della pista.

La “ronfata” degna di un gran premio noioso trasmesso di domenica mattina si interrompeva però al ventesimo, quando prima Bottas e poi Vettel entrano a fare il pit stop. Da lì la dinamica di gara si muove definitivamente: la Mercedes è più efficace e Vettel, un giro dopo, non riesce a riprendere la posizione davanti al finlandese. Più tardi viene “sacrificato” Raikkonen sperando di far rallentare Bottas, ma il risultato è solo quello di far guidare Kimi con delle gomme così degradate tali da farsi passare da entrambi: quando rientra Raikkonen è molto indietro e si trova quasi in pericolo da Alonso, in quel momento settimo, vicino ma per fortuna non veloce a sufficienza.

Da lì in poi la storia di questa gara è tutta dei “bibitari”: prima c'è il caos delle Toro Rosso, quando il buon Gasly, dodici punti già in saccoccia, tocca e rompe Hartley alla curva 14. Un'esplosione di carbonio che costringe i commissari cinesi in pista con la scopa, ovviamente con una safety car che cambia di nuovo le strategie dei big. Alla ripartenza si suda freddo: Bottas prende il largo e Vettel si trova alle spalle Hamilton, per fortuna inefficace. Al giro 39 Verstappen disturba Hamilton e quasi lo passa: ma è troppo aggressivo e va nell'erba, trovandosi dietro a Ricciardo e inseguito da Raikkonen.

Al quarantesimo inizia la cavalcata trionfale del vincitore: Ricciardo inizia a passare Hamilton, subito seguito da Verstappen. Ma al 43 un Verstappen troppo irruento urta Vettel in un sorpasso azzardato: una sbruffonata inutile che rovina la gara di entrambi. Nel frattempo Ricciardo è incontenibile: dimostra che non gli fa paura nessuno e al giro 45 prende anche Bottas, continuando negli ultimi 11 giri tranquillamente davanti e accumulando anche un vantaggio più che confortevole.

Partiva dalla terza fila accanto al compagno di squadra, si è ritrovato primo a Shanghai grazie a una grande macchina, a infinito coraggio e una eccellente prestazione personale. Daniel Ricciardo, australiano ma, a detta sua, anche italiano al 49% (il padre era nato e cresciuto in Siclia fino a 7 anni, la madre ha entrambi i genitori in Calabria), oggi ha dimostrato la verve di quelli che hanno i numeri e le capacità di concentrarsi e fare bene quando sono più sotto pressione. Pochi infatti avrebbero scommesso in una vittoria Red Bull quando le due Ferrari occupavano la prima fila, seguite dagli alfieri Mercedes.
La vittoria cinese per lui rappresenta una dimostrazione di concretezza nei confronti del datore di lavoro proprio nel giorno in cui Verstappen mostra un'immaturità eccessiva nell'andare a colpire Vettel, danneggiando la Ferrari e compromettendo il risultato di entrambi. Un'ennesima occasione in cui l'olandese non è perdonabile e, nonostante la piccola sanzione dagli ufficiali di gara, il pubblico da casa coglierà nuovamente l'occasione per insultarlo e deriderlo: era evidente che poteva passare tranquillamente poco dopo senza dar fastidio a nessuno.

Lode anche a Raikkonen per la pazienza e la costanza: almeno si toglie la soddisfazione di salire sul podio. Retrocesso anche oggi a “scudiero” quando era al primo posto, se fosse uscito avrebbe perso meno terreno da Mercedes senza dubbio e, forse, sul podio avrebbe potuto festeggiare una posizione diversa, indifferentemente dall'influenza dell'incidente di Verstappen.

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